
Is Arutas, Mari Ermi e Maimoni. Tre spiagge bellissime della penisola del Sinis in provincia di Oristano, con il mare nelle tonalità dal turchese al verde smeraldo, accomunate da una particolarità: la spiaggia è formata da granelli di quarzo multicolori.

Il quarzo è il risultato della millenaria erosione dell’isola di Mal di Ventre o Malu Entu in lingua sarda, che si trova di fronte alle spiagge e fa parte dell’Area Protetta della Penisola del Sinis. L’isola che prende il nome dal vento di maestrale che la sferza, prima sommersa nell’arco di 600 milioni di anni è emersa ed è stata soggetta all’azione del vento e del mare che ne hanno trasportato i frammenti sulle tre bellissime spiagge di Is Arutas, la più famosa, Mari Ermi e Maimoni.

A Mari Ermi i chicchi di quarzo sono persino più grossi di Is Arutas. In tutte e tre le spiagge il loro colore varia e il colore stesso dal quale sono composte, è il risultato dei diversi tipi di materiali ed organismi dai quali derivano.
I chicchi di quarzo di colore bianco ad esempio derivano dall’erosione degli ossi di seppia, quelli neri dal legno o dalle uova di razza. I chicchi rosa dall’occhio di Santa Lucia e dall’alga rossa. I chicchi di colore arancione dal calcare e l’arenaria. Il viola dagli aculei dei ricci.
La legge regionale n° 16 del 2017 all’art.40 vieta il prelievo, la detenzione e la vendita dei chicchi di quarzo di queste spiagge, nonché ciottoli, sassi e conchiglie provenienti dal litorale. Per i trasgressori è prevista una sanzione amministrativa tra i 1.000 ed i tremila euro.
Foto: Is Arenas ed il quarzo di Mari Ermi ( foto Gio Sanna) e Maimoni. Foto copertina Daniele Macis.




