Prima era Marco Carta. Accusato di essere un ladro, deriso per anni per l’accusa di aver rubato alla Rinascente di Milano due magliette, che non aveva mai rubato. Però tutti subito a dargli contro, a criticarlo, ad accusarlo. E mica poi a scusarsi quando è stato prosciolto.

Idem Valerio Scanu. La sua colpa? Essere dichiaratamente omosessuale. Che naturalmente non sta bene e quindi via ai commenti omofobi contro di lui.

Poi Mahmood. Accusato di tutto: dall’essere gay al non essere sardo. Dal non saper cantare a non vestirsi come vi piace o vi aggrada. E nel frattempo il cantante di origini oroseine porta alto il nome della Sardegna e le sue tradizioni, lingua in primis, in tutto il mondo, vendendo milioni di dischi e facendo milioni di streaming in tutte le piattaforme.

Oggi tocca a Barella, diventato il calciatore italiano più pagato della serie A. Miglior centrocampista italiano e campione d’Italia con l’Inter. Uno che è partito da Pirri ed oggi a 28 anni è valutato 100 milioni di euro.
Che definite “piccola persona”, mercenario, rotolone e quant’altro. Arrivando persino a deridere i figli e la sua bellissima famiglia, solo perché a suo tempo ha scelto di lasciare il Cagliari calcio che ha continuato ad amare come la Sardegna, per portare avanti la sua carriera.
Ma non vi vergognate? E lo scrivo seriamente. Il fatto di avere una tastiera tra le mani ed un profilo social guardate che non vi dà il diritto di offendere gratuitamente sempre e chiunque, perché a voi non vi stanno simpatici o non vi vann9 a genio.
Non funziona così. Ci vuole rispetto degli altri anche nell’esprimere un dissenso e piuttosto che stare sempre a criticare, ditemi o diteci per cosa distinti VOI nella vita, oltre che scrivere stronzate sui social contro chiunque perché non avete altro da fare e siete solo invidiosi del successo altrui.
Foto: Barella, Mahmood, Carta e Scanu.
Maria Vittoria Dettoto




