Con uno stipendio di 1.000/1200 euro per lo Stato se sei occupato stai bene.
Di fatto dopo che paghi l’affitto o il mutuo, gas, luce, acqua, spesa, carburante e tutto il resto, a fine mese non ti resta nulla.
Tantomeno i soldi per affrontare un imprevisto come un guasto alla macchina o una visita medica.
Si arriva a privarsi delle cure. Di tutto.
Ci si indebita per tutto. Compreso per farsi le ferie.
E se ci sono i figli da mantenere, le loro spese vengono per prime.
A settembre comprare i libri ed il materiale scolastico per molti è un problema.
O pagare le rette scolastiche o il trasporto per andare a scuola.
Esagero? Purtroppo no.
E questi sono i fortunati. Quelli che un lavoro lo hanno. Poi ci sono i disoccupati, gli inoccupati. Quelli che da adulti vivono ancora a casa dei genitori perché non possono neanche pagarsi un affitto con i loro guadagni. Con gli stipendi fermi da vent’anni e le spese che aumentano ogni giorno.
E ci sono i morti sul lavoro. Quelli che pur di lavorare non rispettano neanche le regole minime della sicurezza.
E la pensione? Un baluardo, un miraggio che arriva sempre più lontano e paga sempre meno.
L’importante è che l’Italia sua una repubblica democratica basata sul lavoro, come dice l’articolo 1 della nostra Costituzione e che si vada a cantare al concertone del primo maggio o si sfili in strada con le bandiere della sigle sindacali che da anni propagandano le stesse cose.
Domani è la festa del lavoro. Ma quale lavoro?
Maria Vittoria Dettoto




