In queste ore di riunioni preconclave c’è un nuovo caso che desta sconcerto ed imbarazzo nella Chiesa È quello di Juan Luis Cipriani Thorne, arcivescovo di Lima, in Peru’.

Su Cipriani oggi 82enne, pende un’accusa di pedofilia ai danni di un adolescente risalente al 1983. Presunto abusi omunicati dalla vittima a Papa Francesco attraverso una lettera inviatagli nel 2018. Accuse rispetto alle quali Cipriani si e’ professato innocente.
Nonostante ciò Bergoglio nel 2019 ha sanzionato Cipriani proibendogli di indossare le insegne cardinalizie, di tornare in Peru’ senza essere autorizzato, di rilasciare dichiarazioni pubbliche e di partecipare ad un Conclave qualora avesse ancora avuto l’età per farlo.
Avendo 82 anni Cipriani non può votare per sopraggiunti limiti di età, dal momento che il limite massimo per votare un Papa per un cardinale è di ottantanni ( anche se si può essere votati papi anche superata questa soglia anagrafica). Ma da giorni partecipa nonostante le sanzioni di Bergoglio alle riunioni preconclave con tanto di abito da cardinale, non rispettando di fatto le volontà di Bergoglio. A seguito delle sanzioni impostegli Cipriani non sarebbe neanche abilitato ad entrare nella Cappella Sistina.
La questione ha sollevato non poco imbarazzo, anche tra gli stessi colleghi cardinali. Il portavoce del Vaticano ha dichiarato a tal proposito che “Il caso è noto, che nei confronti di Cipriani non sono state prese misure particolari e che ognuno tragga le sue conclusioni”.
Perché quindi Cipriani partecipa ed il cardinale pattadese Angelino Becciu no? Perché mentre Cipriani di fatto ad oggi risulta accusato, su Becciu non pende un’accusa ma una condanna in primo grado per cinque anni e sei mesi di reclusione, per peculato e abuso d’ufficio, pronunciata da un tribunale.
Foto: Cipriani e Becciu.
Maria Vittoria Dettoto




