Emanuele De Maria secondo gli inquirenti aveva da tempo pianificato di uccidere la sua collega cingalese Chamila Dona Arachchlage Wijesuria ed il suo collega egiziano Hani Nasr F.A.

De Maria aveva una relazione con Chamila che Hani aveva scoperto, mettendo in guardia la donna dell’assassino che stava scontando nel carcere di Bollate una pena a 15 anni per aver ucciso una ragazza di 23 in un hotel nel 2016. Ma aveva il permesso per lavorare all’hotel Berna di Via Napo Torriani, dove lavorava come receptionist.
Qui aveva conosciuto Chamila, sposata e con un figlio. Era nata una relazione clandestina che la donna voleva troncare, anche a seguito di ciò che le aveva detto su De Maria Hani.

Venerdì scorso nel primo pomeriggio De Maria e Chamila si incontrano. Le telecamere li intercettano prima mano nella mano nella fermata Ponale della M5 alle 14.40. Poi affiancati con l’ombrello in mano al Parco Nord di Milano. È l’ultima immagine di Chamila viva. Verrà uccisa poco dopo da De Maria e gettata in un laghetto.
De Maria subito dopo si dirige verso la metro Bignami e viene ripreso dalle telecamere con la borsa di Chamila in una mano e il cellulare nell’altra. Chiama la madre e la cognata e le avvisa che “ha fatto una caz××ta” chiedendo loro di perdonarlo. Si disfa quindi del cellulare di Chamila gettandolo in un cestino per i rifiuti della metro. Nel frattempo il marito ed il figlio della donna ne denunciano la scomparsa ai carabinieri, preoccupati perché non rispondeva al telefono e non era rientrata a casa.
La mattina seguente, sabato mattina alle 6.20, De Maria si reca nell’hotel nel quale lavorava per portare a termine il suo secondo omicidio: quello dell’altro collega Hani. Gli sferra cinque coltellate e fugge. Ma l’uomo fortunatamente si salva.
Alle 12.30 De Maria va in Duomo ed acquista il ticket per salire sulle terrazze, dalle quali si gettera’ suicidandosi domenica pomeriggio. A quel punto De Maria era già ricercato in tutta Italia ed all’estero, risultando di fatto evaso dal giorno precedente dal carcere di Bollate nel quale da due giorni non faceva rientro ed accusato di tentato omicidio di Hani.
Nonostante ciò è riuscito pare camuffandosi con una sciarpa a mischiarsi tra la folla ed acquistare il biglietto di ingresso nel Duomo, già normalmente presidiato dalle forze dell’ordine. Come è stato possibile?
Ci si domanda anche come sia possibile che un uomo condannato per un femminicidio avvenuto nel 2016, che stava scontando per questo una pena a 14 avesse il permesso per uscire dal carcere con tanto di contratto a tempo Indeterminato come receptionist firmato nell’hotel per il quale lavorava il 25 novembre 2024.
Il legale di De Maria, Daniele Tropea ha dichiarato che “visto l’ottimo percorso che aveva fatto in carcere meritava il permesso di lavorare fuori” e che a giugno aveva in programma di chiedere per lui la semiliberta’.
Maria Vittoria Dettoto




