Quando il 22 aprile al Dottor Massimiliano Tuveri venne revocato l’incarico di direttore della struttura complessa di chirurgia generale dell’ospedale Brotzu di Cagliari per inadempienza ho taciuto, nonostante in tanti/e mi avete sollecitato a parlare di questo luminare dell’oncologia.
Ho voluto attendere l’evolversi delle cose. Ho osservato come in tanti/e pazienti oncologici/e, familiari, colleghi/e del dottor Tuveri si adoperavano per questo medico stimato da tutti.
Una mosca bianca, non solo nella sanita isolana.
Tuveri con grande umiltà e senso del dovere, esposto alla gogna mediatica nazionale, si è difeso con poche parole nelle quali ha fatto presente che l’inadempienza della quale veniva accusato non era risultato della sua negligenza, quanto del fatto che al Brotzu non aveva potuto fare neanche un intervento perché non aveva neppure una sala operatoria per farlo.
Denunciando di non aver avuto neanche un’equipe con la quale lavorare e di non essere stato dunque essere messo in condizioni di lavorare.
Nel frattempo Tuveri viene chiamato a lavorare a Lanusei, all’ospedale Nostra Signora della Mercede. Luoghi cari a Tuveri, gente amica.
Ma sopratutto gente che quel luminare che da tempo si divideva tra Verona e Cagliari, non voleva farselo scappare. Per fortuna.
Oggi è arrivata da parte del commissario straordinario Marcias la revoca della sospensione di Tuveri al Brotzu. Ovvero sarà reintegrato.
Ma come? Non era inadempiente? Non era stati detto pubblicamente che “non aveva raggiunto gli obiettivi?”. Allora Tuveri probabilmente aveva ragione a dire che non era stato messo in condizioni di lavorare, che non era lui l’inadempiente.
Allora qui non basta un foglio di reintegro e due parole con le quali si dice che l’azienda vuole ristabilire un dialogo costruttivo tra l’azienda ed il professionista. Qui ci vorrebbero delle scuse pubbliche per questo medico che ha fatto solo il suo dovere come ha potuto.
Le uniche cose positive di questa assurda vicenda sono che ora Tuveri potrà lavorare a Cagliari e Lanusei o scegliere tra un posto o l’altro, questo lo deciderà lui e curare al meglio i suoi pazienti come ha sempre fatto. E che Tuveri da quando il 22 aprile è stato sospeso ha potuto toccare con mano la solidarietà di tantissime persone.
Per tutto il resto di cui sopra, meglio stendere un velo pietoso.
Maria Vittoria Dettoto




