Katiuscia Gabrielli fu uccisa a Castel Volturno a 25 anni la notte tra il 7 e l’8 settembre 1999.
Il suo corpo bruciato dal suo assassino, il suo compagno Giuseppe Cervice di professione pizzaiolo, nel forno nel quale cucinava le pizze.
Era madre di due bambini Katiuscia e quell’uomo aveva deciso di lasciarlo. Voleva andarsene e crearsi una nuova vita serena coi suoi figli.
Ma lui non lo accettava. La uccise. Prese il suo corpo e lo brucio’ nella fornace in modo che di lei non restasse nulla. Disse a tutti che era andata via di casa.
Della sua scomparsa si occupo’ anche Chi l’ha visto, che nell’appello per le sue ricerche scrisse che la fuga della donna non era una tesi che convinceva alla famiglia di Katiuscia.

Il suo compagno dichiaro’ di averla vista l’ultima volta la mattina dell’8 settembre. Ma la baby sitter dei figli di Katiuscia dichiaro’ che la donna alle 4 del mattino non era a casa.
Quella notte i vicini della coppia sentirono l’odore di carne viva che bruciava nel forno e videro il fumo nero che saliva verso il cielo.
Era Katiuscia che bruciava. Ridotta in fumo e cenere.
Per anni il suo assassino riuscì a coprire l’omicidio. Solo nel 2009 iniziò il processo contro il suo compagno, essendo stati raccolti nel frattempo una serie di indizi e prove a suo carico.
Giuseppe Cervice venne condannato a 24 anni di reclusione nel 2014 dalla Corte di Assise di Santa Maria Capua a Vetere. Niente ergastolo, niente aggravante della crudeltà per aver non solo ucciso la sua compagna e madre dei suoi figli, ma averne anche bruciato il cadavere.
Tra sconti di pena e buona condotta, tra qualche anno sarà fuori dal carcere e magari come niente fosse tornera` a fare le pizze.
Di Katiuscia invece non è rimasto nulla. Neanche le ceneri. Non le è stato fatto neanche mai un funerale.
I figli, i familiari, coloro che le hanno voluto bene, non hanno neanche un corpo sul quale piangere.
Questa è la “giustizia” italiana.
Foto Katiuscia Gabrielli e la foto di Chi l’ha visto.




