Andrea Casula aveva dieci anni. Era originario di Cagliari. Insieme al padre Giovanni morì il 29 maggio 1985 nello stadio Heysel di Bruxelles, negli scontri tra tifosi avvenuti prima della partita tra Juventus e Liverpool.

Andrea era un grande appassionato di calcio. Con suo padre trovò posto nello stadio nel settore Z, occupato dai tifosi italiani, posto attaccato al settore X nel quale c’erano gli hooligans, i tifosi inglesi.

Questi ultimi un’ora prima della partita invasero il settore Z, per una sorta di vendetta della finale dell’anno precedente a Roma. I tifosi italiani provarono a fuggire riversandosi anche nel campo da gioco, ma furono presi a manganellate dalle forze dell’ordine presenti, che inizialmente neanche capirono cosa stava accadendo.
Si creo’ una calca di persone, il panico si impossesso’ dello stadio. Andrea Casula si ritrovo` in mezzo a quella calca e venne schiacciato. Roberto Lorentin medico di Arezzo provo’ a fare un massaggio cardiaco. Ma entrambi vennero travolti da una seconda ondata di persone che fuggivano.

Lorentin per il suo gesto ricevette la medaglia d’argento al valore civile. Andrea morì insieme al padre in quello stadio che divenne un cimitero.
Insieme ai Casula morirono altri due sardi: Mario Spanu e Barbarina Lusci. Le vittime della strage di Heysel furono in totale 39: 32 italiani, 4 belgi, 2 francesi, 1 nordiralndese.
La cosa sconvolgente è che nonostante la gravita’ dell’accaduto, la partita valevole per la finale di Champions League venne disputata comunque per motivi di ordine pubblico.
Tra morti e feriti iniziò circa un’ora e mezzo dell’orario previsto. A vincerla, con tanto di festeggiamemti come nulla fosse accaduto fu la Juventus per 1 a 0. Con gol di Michel Platini, che esulto` anche al momento del gol.

Queste esultanze sia della squadra a fine partita che di Platini al momento del gol, vennero aspramente criticate da tutta l’opinione pubblica. Tanto che arrivarono le successive scuse della presidenza bianconera e dello stesso Platini.
La strage di Heysel rappresento` e rappresenta la pagina più buia dello sport contemporaneo. Qualcosa che con lo sport non ha niente a che fare e che è giusto ricordare con le sue vittime, affinché non torni mai più ad accadere.
Foto Andrea Casula web, la divisione dei settori dello stadio, i disordini ed i festeggiiamenti a fine partita Wikipedia.
Maria Vittoria Dettoto




