domenica, Gennaio 25, 2026
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Bambini e ragazzi dipendenti da smartphone e tablet, che sono per loro come una droga. Di chi è la colpa? Dei familiari in primis…

Bambini e ragazzi in tenerissima età drogati dagli apparecchi elettronici, siano essi telefoni cellulari, tablet, consolle.

Di chi è la colpa di questa dipendenza equiparata all’uso di alcool o droghe? Dei loro famigliari. Genitori, parenti che usano questi oggetti come passatempo da dare nelle mani dei propri figli sin da neonati per tenerli tranquilli.

E quando glieli si levano dalle mani, i bambini/ragazzi esplodono con urla, pianti, rabbia. Recentemente un ragazzo è stato addirittura ricoverato in ospedale per questo.

La Società italiana di pediatria consiglia di evitare di esporre i bambini di età sotto i due anni a questa tipologia di apparecchi.

Tra i 2 ed i 5 anni il tempo di esposizione consigliato è un’ora al giorno. Così sino ai 10 anni, quando l’esposizione è elevabile ai 100 minuti al giorno.

L’età minima per usare Whatsapp o un social media dovrebbe essere 14 anni.

Invece assistiamo a bambini molto più piccoli che pubblicano foto o contenuti sui propri canali social. O che vengono postati dai loro genitori arrivando per eccesso ad uno sfruttamento del minore per avere like e seguito o monetizzare.

I bambini/ragazzi possiedono un proprio dispositivo in età sempre inferiore: normalmente intorno ai nove anni viene già regalato con la Prima Comunione.

L’utilizzo eccessivo dei dispositivi da parte dei bambini e dei ragazzi provoca una serie di conseguenze negative quali: mal di testa, mal di schiena, secchezza oculare, tunnel carpale, problemi di insonnia e di interazione con il prossimo solo per citarne alcuni.

Non sarebbe meglio portare i bambini come si faceva un tempo al parco o a fare una bella passeggiata piuttosto?

Maria Vittoria Dettoto

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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