Bambini e ragazzi in tenerissima età drogati dagli apparecchi elettronici, siano essi telefoni cellulari, tablet, consolle.
Di chi è la colpa di questa dipendenza equiparata all’uso di alcool o droghe? Dei loro famigliari. Genitori, parenti che usano questi oggetti come passatempo da dare nelle mani dei propri figli sin da neonati per tenerli tranquilli.
E quando glieli si levano dalle mani, i bambini/ragazzi esplodono con urla, pianti, rabbia. Recentemente un ragazzo è stato addirittura ricoverato in ospedale per questo.
La Società italiana di pediatria consiglia di evitare di esporre i bambini di età sotto i due anni a questa tipologia di apparecchi.
Tra i 2 ed i 5 anni il tempo di esposizione consigliato è un’ora al giorno. Così sino ai 10 anni, quando l’esposizione è elevabile ai 100 minuti al giorno.
L’età minima per usare Whatsapp o un social media dovrebbe essere 14 anni.
Invece assistiamo a bambini molto più piccoli che pubblicano foto o contenuti sui propri canali social. O che vengono postati dai loro genitori arrivando per eccesso ad uno sfruttamento del minore per avere like e seguito o monetizzare.
I bambini/ragazzi possiedono un proprio dispositivo in età sempre inferiore: normalmente intorno ai nove anni viene già regalato con la Prima Comunione.
L’utilizzo eccessivo dei dispositivi da parte dei bambini e dei ragazzi provoca una serie di conseguenze negative quali: mal di testa, mal di schiena, secchezza oculare, tunnel carpale, problemi di insonnia e di interazione con il prossimo solo per citarne alcuni.
Non sarebbe meglio portare i bambini come si faceva un tempo al parco o a fare una bella passeggiata piuttosto?
Maria Vittoria Dettoto




