La scarcerazione di Giovanni Brusca, 68 anni, autore di 150 omicidi, è la notizia del giorno. Venne arrestato grazie ad un blitz delle forze dell’ordine il 20 maggio 1996 a Palermo, in Sicilia.
Brusca ha scontato venticinque anni di carcere, quattro di liberta’ vigilata. Secondo molti, troppo pochi per un assassino capace di sciogliere il corpo di un bambino nell’acido e di azionare il telecomando che fece saltare in aria Giovanni Falcone a Capaci, sua moglie e la sua scorta in quella calda giornata di maggio del 1992.
Ma, paradossalmente, è grazie a Falcone che oggi Brusca è un uomo libero. Fu proprio lui che nel 1991, un anno prima di quando Brusca lo uccise, ad introdurre una legge che premiava i collaboratori di giustizia permettendo loro degli sconti di pena come già avveniva coi terroristi.
È grazie a Falcone che Brusca nel corso della sua detenzione ha raccontato tanto più della mafia di quanto non avrebbe fatto se non avesse goduto di quel sistema premiale.

E questo ha permesso di arrestare molte altre persone, sempre grazie ed in memoria di Giovanni Falcone la cui sorella Maria Falcone commentando oggi la scarcerazione di Brusca ha commentato quanto segue:
“Come cittadina e come sorella, non posso nascondere il dolore e la profonda amarezza che questo momento inevitabilmente riapre. Ma come donna delle Istituzioni, sento anche il dovere di affermare con forza che questa è la legge. Una legge, quella sui collaboratori di giustizia, voluta da Giovanni, e ritenuta indispensabile per scardinare le organizzazioni mafiose dall’interno.
Le norme vanno rispettate sempre. I miei sentimenti personali vengono sempre un passo indietro a quello che è il beneficio per la collettività. E il beneficio è quello che ha dato fino ad adesso.
L’istituto dei pentiti è stato voluto da Giovanni, non posso essere io contraria a quelli che erano i suoi desideri.
La legge sui pentiti prevede che chi collabora abbia questi sconti di pena. Senza questi sconti, non ci sarebbero i pentiti e tutto quello che sappiamo. C’è ancora molto da sapere, ma una parte l’abbiamo saputa tramite loro”.
Ora Giovanni Brusca, in passato soprannominato “o scannacristiani” per la crudeltà e l’efferatezza con la quale uccideva le persone, vivralontano dalla Sicilia, sotto falsa identita ed usufruendo del programma di protezione per i pentiti.
Questa è la giustizia italiana.
Alla faccia dei 150 cadaveri che le famiglie ancora piangono e dei parenti di Giuseppe Di Matteo, il bambino che Brusca ordino` di uccidere a 15 anni dopo essere stato sequestrato per quasi 800 giorni, strangolato e sciolto nell’acido.

Quale era la colpa di Giuseppe per Brusca? Essere figlio di un pentito come poi lui è diventato. Senza figli sciolti nell’acido.
Foto Giovanni Brusca il giorno del suo arresto, Maria Falcone sorella di Giovanni ed il piccolo Giuseppe di Matteo sciolto nell’acido da Brusca.
Maria Vittoria Dettoto




