Ieri Sinner non ha perso. Non può perdere uno che ha lottato con il numero due al mondo Carlos Alcaraz, per cinque ore e venti minuti, su un terreno nel quale lo spagnolo è il migliore al mondo, ovvero la terra battuta.
La partita andata in scena ieri, la finale più lunga del Roland Garros, che ho visto dall’inizio alla fine è stata epica. Storica. Uno spettacolo dall’inizio alla fine.
In quella partita c’è stato un vincitore solo sulla carta,Alcaraz. Ma ha vinto il tennis, lo sport, i valori di chi in quel campo rosso non ha messo solo sudore e fatica, ma ha messo fratellanza, amicizia, correttezza, stima reciproca.
E vogliamo parlare della madre di Sinner? Siglinde era ognuna di noi madri che si emoziona sino alle lacrime guardando i nostri figli da quando sin da bambini fanno una recita a scuola, vanno ad una gita o partecipano ad una partita a calcio tra bambini in un campo di periferia, che non ha nessun valore per una coppa o una medaglia, ma ha tanto valore per loro.

E noi, madri e padri, siamo li a sostenerli. Comunque vada. Che vincano o perdano.
Sinner ieri a conclusione del match ha dichiarato: <<Complimenti Carlos, altra prestazione eccezionale, un’altra battaglia stupenda. Complimenti a te e al tuo team, sono davvero felice per voi. Più facile giocare che parlare in questo momento. Al mio team dico grazie per avermi messo nella condizione di giocare una partita del genere.
Abbiamo dato il massimo, abbiamo dato tutto. Pochi mesi fa avremmo firmato per essere qui, è stato un torneo straordinario anche se è difficile accettare questo risultato. Grazie ai raccattapalle, ai giudici di linea e agli organizzatori, Parigi per me è un posto straordinario. Non dormirò molto bene stasera ma va bene così. Avrei firmato per fare un torneo così straordinario>>.

È vero. Hanno dato tutto ieri quei due. E in futuro ce ne riserveranno ancora delle belle. Sinner prima di Roma era fermo tre mesi, sta riprendendo la forma fisica.
Alcaraz è una macchina da guerra, specie nel dritto. Ed ha carattere perché rimontare due set e vincere al tie-break del quinto set contro il numero uno al mondo, non è da tutti.
Ora li aspetta l’erba di Wimbledon. E noi saremo pronti a rivederli.
Grazie per quello che ci avete regalato ieri. Siete due campioni. Veri.




