L’eurodeputata di origini sarde Ilaria Salis rischia 24 anni di carcere in Ungheria se l’UE dovesse revocarle l’immunita’ parlamentare della quale gode grazie al suo status di eletta. Ma se è certa di essere innocente, perché non ci rinuncia lei stessa, piuttosto che appellarsi all’Europa per lasciarle l’immunita’?
Il 24 giugno la commissione voterà sulla revoca della sua immunità parlamentare. Se le dovesse essere revocata, nei confronti della Salis potrebbe essere emesso un mandato di cattura e potrebbe essere arrestata in Italia o all’estero.
“Potrei essere arrestata mentre sono al lavoro”, dice la Salis, ovvero seduta nei banchi del Parlamento Europeo, pagata migliaia di euro al mese, nei quali è finita perché eletta mentre era in carcere in Ungheria.

In quella cella la Salis c’era finita perché nel febbraio 2023 si era recata a Budapest per manifestare contro i fascisti. Gli stessi ai quali si appella quando chiede alla Meloni di occuparsi del suo caso in quanto cittadina italiana.
Gli stessi che ha combattuto sin dalla tenera età come militante antifascista, ragion per cui ha riportato segnalazioni, denunce, condanne per invasione di edifici pubblici e resistenza a pubblico ufficiale.
Per non farsi mancare niente la signora Salis avrebbe occupato un appartamento in via Borsi 14 a Milano a decorrere dal 2008 al 2022, a seguito della cui occupazione vanta un debito nei confronti dell’Aler, ente di edilizia popolare lombardo, pari ad euro 90.000 per saldare il quale Fratelli d’Italia ha chiesto il pignoramento del suo stipendio di europarlamentare.

“Vivete in una casa occupata non è una qualcosa da furbetti, è logorante” aveva dichiarato a tal proposito la Salis.
Ma torniamo alla detenzione in Ungheria. La Salis è accusata di aver causato lesioni che potevano essere mortali a tre militanti neonazisti magiari. Viene incarcerata per 15 mesi. Il 24 maggio 2024, dietro il pagamento di una cauzione di 41.500 euro viene messa agli arresti domiciliari con ausilio del braccialetto elettronico. Il 14 giugno a seguito della sua elezione ad europarlamentare viene scarcerata a seguito dell’immunita’ parlarmentare ottenuta collateralmente alla sua elezione come eurodeputata.
Ora rischia di tornare in carcere. Se fosse coerente con ciò che predica, con i valori della sinistra che rivendica in primis pari dignità e trattamento per tutti i cittadini, rinuncerebbe ai privilegi del suo status e si farebbe processare come una cittadina qualsiasi.
È proprio vero che a predicare bene e razzolare male ce la fanno tutti.
Foto: Ilaria Salis di fronte al COR di Macomer, ai seggi in canotta e pantaloncini e al mare.




