Un anno fa, il 13 giugno, moriva a Teulada, Sud Sardegna, Matteo Montei 33 anni, affetto da una tetraparesi spastica alla quale dopo una vita di lotte, si è dovuto arrendere.
Mattia ha vissuto infatti da guerriero, regalando sorrisi a tutti/e coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Circondato da una famiglia meravigliosa: il padre Pancrazio, i fratelli e Luciana, la madre adottiva.
Mattia perde la madre naturale quando aveva pochi mesi di vita. Luciana cresce Mattia come se fosse il suo figlio naturale, lo ama come se fosse tale. Lotta per fargli avere i diritti che un disabile non dovrebbe neanche pretendere.

Luciana si scontra con una sanità carente, istituzioni che non le danno risposte. E si rivolge a Papa Francesco, che leggendo le sue parole la chiama al telefono e si fa raccontare la storia di Mattia.
Luciana è stata una madre che ha dato a Mattia tutta se stessa. Più di alcune madri naturali delle quali parliamo ogni giorno nei fatti di cronaca.
Condivido il pensiero che i figli sono di chi li cresce, come Luciana ha fatto con il marito.

Il momento del lutto per questa famiglia così unita è stato devastante. E le parole scritte da Luciana, che vi pubblico a seguire, rappresentano un testamento d’amore per Mattia, un esempio per ognuno di noi.
“La perdita di un figlio è l’evento più doloroso che ci possa essere”, scrive Luciana un anno fa, “l’agonia per la perdita del nostro Mattia ci ha devastati. Il nostro figlio prediletto ci ha lasciati. È un evento devastante per me, per mio marito, suoi cari fratelli e chi in questi anni ci ha assistiti.
Una parte di noi genitori muore con lui. È l’inversione dell’ordine naturale delle cose, la perdita di tanti progetti futuri. Oggi penso che sia finita parte della nostra vita e ormai penso all’inutilita’ dei tanti sforzi passati.
Ogni genitore si aspetta che il proprio figlio viva a lungo. Il nostro Angelo Mattia, anche se gravemente infermo e gravemente impedito, l’avremmo voluto con noi.
Oggi l’ho stretto con me in quell’ultimo ballo. Mai avrei immaginato un epilogo così terribile ed inaspettato. Se potessi tenerlo con me una sola volta ancora! Se potessi sussurrargli ti amo una sola volta ancora lo farei ora nel silenzio di questa terribile notte.
Sono con lui, l’ho vestito a festa. Un brutto sogno. Sembra un angelo su uno scrigno bianco. Con noi c’è solo il ticchettio delle lancette di una sveglia, un ticchettio che dentro di me amplificato. Mi trema l’anima.
Penso ai bei ricordi. Penso al dono che Dio ci ha lasciato per 33 anni. Si, 33 anni: gli anni di Cristo. E il giorno di Sant’Antonio il Signore l’ha chiamato a sé Non ho più il cuore, il mio adorato figlio l’ha portato con sé.
La Luciana spensierata ora è una madre addolorata, devastata, affranta, perché la mia scelta d’amore mi ha lasciata. Mi ha svuotata, portando via la parte migliore di me.
Dio mi dia la forza di sopravvivere a questa tragedia. Dio misericordioso ci dia la forza per andare avanti, portando il nostro Mattia sempre nel cuore”, conclude Luciana.
Il suo profilo è pieno di foto che la ritraggono nei momenti felici trascorsi con il “suo” Mattia. Diventato anche un pò “nostro” grazie al suo amore sconfinato che prendiamo e riponiamo nel nostro cassetto dei ricordi, affinché la memoria di Mattia e della sua splendida famiglia sia sempre viva.
Foto: Luciana con il figlio Mattia.
Maria Vittoria Dettoto




