Quei post, quei commenti letti sui social dopo la morte di un bambino di quattro anni nella struttura dove lavorava, che come sappiamo possono essere di una cattiveria unica, hanno segnato Matteo Formenti, al punto da spingerlo a suicidarsi.
Questa l’ipotesi pii accreditata sulla sua morte, tanto che la Procura di Brescia ha aperto un’imchiesta per istigazione al suicidio.

Il 20 giugno Matteo era al lavoro nel parco acquatico Timtarella di Luna di Castrezzate. Secondo dei testimoni, quando un bambino di quattro anni è caduto in acqua sfuggendo anche al controllo del padre, Matteo stava sistemando un impianto e non era a bordo vasca.
Il bambino velocemente resta inerme galleggiando nell’acqua davanti a decine di persone. Scattano i soccorsi e viene trasferito con l’elisoccorso all’ospedale papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove morirà dopo due giorni di agonia.
Gli inquirenti sequestrano a Matteo il telefono e lo iscrivono nel registro degli indagati insieme al padre del bambino e agli altri bagnini presenti alla tragedia.
L’avviso di iscrizione nel registro però non è mai stato.consegnato nelle mani di Matteo, perché quando lunedì 23 i carabinieri si recano nella sua abitazione lui era già sparito, dicendo a casa che andava al lavoro.
Invece Matteo era andato a suicidarsi in un bosco di Cologne, dove il suo corpo è stato rinvenuto esanime il 25 giugno. Per evitare ripensamenti prima di compiere l’estremo gesto, Matteo si è legato le mani.
Quelle con le quali aveva certamente il rimorso di non aver salvato quel bambino di quattro anni. I suoi occhi nei giorni dopo la tragedia e prima del suicidio, avevano letto decine di commenti sui social che lo avevano gia reso colpevole di quella tragedia.
Ed il suo animo sensibile non ha retto al peso. In questa tragedia ci sono due vittime: il bambino di quattro anni e Matteo Formenti, che adesso da qualche parte si saranno ritrovati e potranno abbracciarsi come non hanno potuto fare in questa vita terrena.
Foto: Matteo Formenti ed il luogo della tragedia.
Maria Vittoria Dettoto




