È attesa per oggi pomeriggio la sentenza del processo abbreviato del Tribunale del minorenni di Milano per Riccardo Chiaroni, il diciassettenne che nella notte tra il 31 agosto ed il 1° settembre 2024, ha ucciso suo padre Fabio, la madre Daniela ed il fratellino di dodici anni con 108 coltellate.
La Procura di Milano ha chiesto per il giovane, nel frattempo diventato maggiorenne recluso nel carcere di Firenze, la pena a 20 anni di reclusione, la massima prevista dall’ordinamento per la condanna a pluriomicidio aggravato con rito abbreviato.
Secondo la Procura le aggravanti devono prevalere sulle attenuanti proposte dalla difesa del giovane, tra queste l’incapacità di intendere e di volere del giovane al momento del triplice omicidio della sua famiglia.

Nel corso degli interrogatori successivi alla tragedia, Riccardo Chiaroni ha dichiarato di aver ucciso i suoi familiari “perché volevo essere immortale. Uccidendoli avrei potuto vivere in un mondo libero”.
Secondo lo psichiatra Franco Martelli che ha attestato la semi infermità mentale di Riccardo Chiaroni, il giovane “viveva tra la realtà e la fantasia e voleva rifugiarsi in un mondo fantastico e per raggiungerlo era convinto che si doveva liberare di tutti gli affetti”.




