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Riccardo Chiaroni,18 anni, condannato a 20 anni per aver ucciso i genitori ed il fratellino di 12 anni. Il nonno: “Un ragazzo d’oro era e lo resterà sempre”…

Nel tardo pomeriggio di ieri il Tribunale dei minorenni di Milano ha espresso la sentenza per Riccardo Chiaroni, responsabile della strage di Paderno Dugnano: 20 anni di reclusione. Il massimo della pena consentita a seguito del ricorso della difesa di Chiaroni al rito abbreviato che riduce di un terzo la pena e dell’attenuante della minore età di Chiaroni, 17 anni, quando nella notte tra il 31 agosto ed il primo settembre stermino’ la famiglia con 108 coltellate, perché in questo modo sarebbe potuto diventare “libero ed immortale” come lui stesso dichiarò in sede di interrogatori.

Il Tribunale ha dunque fatto prevalere nel giudizio di condanna di Chiaroni per pluriomicidio aggravato la premeditazione del giovane all’attenuante della semi infermità mentale rivendicata dalla difesa del giovane, giustificando il triplice omicidio con l’incapacità di intendere e di volere dell’imputato al momento della strage.

Ad attendere la sentenza fuori dal Tribunale i nonni di Riccardo, che sono sempre stati vicini a lui nonostante gli abbi ucciso la figlia Daniela, il genero ed il nipote dodicenne.

La sera della strage ha raccontato il nonno materno Giancarlo Albano, si trovavano nella casa dove poco dopo sarebbe avvenuta la strage, per festeggiare il compleanno del genero. Ad un certo punto della serata Riccardo ed il fratellino avevano salutato I nonni e si erano ritirati nella loro cameretta. Sembrare tutto tranquillo, una famiglia felice. “Ciao,ciao ci vediamo domani” gli aveva detto Riccardo

La mattina seguente Giancarlo Albano riceve la telefonata dei carabinieri che lo avvisano che suo nipote Riccardo aveva compiuto la strage, uccidendo la figlia che lavorava con sua madre. Albano va immediatamente in caserma ed abbraccia il nipote.

Alla condanna preferisce il perdono, perché questo avrebbe voluto sua figlia dichiarera’ in seguito. “Perché è stato materialmente lui a compiere il gesto, ma non è stato lui.

Nonno Giancarlo va a trovare Riccardo nel carcere di Firenze nel quale è recluso tutte le settimane. Non ha mai parlato con il nipote di quella notte, gli parla del futuro, dello studio. Aspetta che sia Riccardo a raccontargli cosa sia successo, cosa gli sia passato per la mente.

“Un ragazzo d’oro era ed un ragazzo d’oro sarà per tutta la vita “, ha dichiarato nonno Giancarlo, “sa di averci dato un dispiacere, lo leggo dalle lacrime. Le parole contano poco, ma le lacrime arrivano, punto e basta. Non gli chiederò mai di quella notte, ma credo che prima o poi lui qualcosa dirà.

Visto che non ho più una figlia, un genero, un nipote, mi rimane solo questo nipote. E credo che sia anche il volere di sua madre aiutarlo. E questo sto facendo. Non lo abbiamo mai abbandonato, mai” ha concluso Albano.

Noi cosa avremmo fatto di fronte ad una situazione simile? Avremmo avuto lo stesso atteggiamento del nonno o avremmo scelto di portargli rancore e lasciarlo solo? Ogni parere in merito è sospeso visto che ci si dovrebbe trovare nella sua stessa situazione per valutarlo. Una cosa è certa: il perdono non appartiene a chiunque e Riccardo, che ha certamente bisogno di cure, dovrebbe ritenersi fortunato ad avere vicino i nonni nonostante tutto.

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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