Otto anni fa moriva all’ospedale Santissima Trinità di Cagliari Doddore Meloni, autotrasportatore, originario di Ittiri e residente a Terralba ( Or) .Aveva 74 anni. Meloni aveva iniziato il 28 aprile, appena iniziata la sua detenzione nel carcere di Massama ( Or) perché accusato di reati fiscali, uno sciopero della fame che protrattosi per oltre due mesi ne ha causato il decesso.
Ho avuto modo di intervistare poco tempo dopo il suo decesso in una diretta radiofonica di un’ora il suo avvocato Cristina Puddu, che nei mesi di detenzione di Meloni aveva chiesto che viste le condizioni di salute di Meloni, gli fossero concessi gli arresti domiciliari. Sempre negati.
All’interno dell’intervista raccontammo la vicenda giudiziaria ed umana che ha contraddistinto Meloni, che ha vissuto ed è morto, da indipendentista convinto.
Ha ottenuto tra le sue lotte, che il sardo fosse parlato nelle aule di un tribunale in corso di processo.E questa sua vittoria ha fatto fare un passo in avanti alla lingua sarda come lingua ufficiale anche negli atti pubblici.
Ha speso la vita portando avanti la sua idea di indipentismo talvolta anticonformista ma certamente vero, sentito. Come quando si autoproclamo’ nel 2008 presidente della Repubblica di Malu Entu, dopo aver occupato l’isola di Mal di Ventre, nella penisola del Sinis, insieme ad altri independentisti.

Meloni nel 1984 fu condannato a nove anni di carcere perché partecipò insieme ad altre nove persone nel 1981 del cosidetto complotto indipendentista sardo. Gli venne revocato il diritto di voto ed interdetto a vita dai pubblici uffici, con l’accusa di cospirazione politica e associazione sovversiva contro l’integrita’, l’indipendenza e l’unita’ dello Stato italiano.
Doddore Meloni resta ancora oggi l’unico cittadino italiano ad essere stato condannato per questo reato.
A distanza di anni è giusto ricordare chi ha sempre amato la Sardegna, i sardi ed ha sempre portato avanti le sue idee.

Che possa riposare in pace.
Foto 2 credit Amici di Mario.
Maria Vittoria Dettoto




