Il web lo ha già condannato il padre di Riccardo Boni, iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo a seguito della morte del figlio rimasto sotto la sabbia a Montalto di Castro.
Riccardo stava giocando con i fratellini di 5 ed 8 anni. Era il più grande di quattro figli e per farli divertire, si è messo a scavare una buca nella sabbia. Che lo ha inghiottito, soffocandolo sotto chili di sabbia.
Il padre dormiva in spiaggia poco distante e non si è accorto di nulla. Questa è stata la sua condanna. Non rendersi conto che mentre dormiva suo figlio moriva.
Il fratellino di cinque anni ha provato a dare l’allarme, ma sono trascorsi 40 minuti che sono stati fatali per Riccardo, che quando è stato levato fuori dalla sabbia era morto.
Ora, immaginiamoci il padre che apprende che suo figlio è morto poco distante da lui senza che lui abbia fatto nulla, non essendosi reso conto di ciò che stava accadendo.
Il rimorso per non averlo aiutato sarà una condanna a vita, se non bastasse il lutto di un figlio morto a 17 anni.

Ma i social come sempre lo hanno già condannato: è colpevole perché dormiva.
E come se ciò non bastasse, la Procura l’ha iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo. Un atto dovuto, certo. Che aggiunge gogna a chi la gogna non se la merita, essendo a mio avviso solo protagonista di una tragedia.
Non mi sento di condannare in alcun modo questo padre. Ed anzi vorrei manifestargli la nostra vicinanza per quanto accaduto a lui ed alla sua spensierata famiglia.
Una tragedia dalla quale nessuno di noi può dirsi esente. Neanche i leoni e le leonesse da tastiera che da giorni lo condannano.
Foto: Riccardo Boni ed il luogo della tragedia.




