Ventimila ettari di vegetazione bruciati, migliaia di animali morti, centinaia di persone sfollate, allevatori e pastori messi in ginocchio. Questo fu il terribile bilancio dell’incendio che tra il 24 ed il 25 luglio del 2021 interesso’ l’area del Montiferru, nell’oristanese.

Il rogo parti’ da un auto che prese fuoco sulla SP tra Bonarcado e Santu Lussurgiu e si propago’ di giorno e di notte in tutta l’area circostante, sino a Cuglieri e Scano Montiferro.

Centinaia di persone lavorarono per spegnerlo, ma i danni furono incalcolabili, per le aziende agricole in primis che persero migliaia di animali bruciati vivi dalle fiamme.

“Non ci sono vittime”, dichiarò nell’immediato l’allora presidente della Regione Sardegna Cristian Solinas. Parole che condannai immediatamente pubblicamente, perché se è vero che non vi furono perdite umane, anche gli animali morti sono “vittime”.
Anche chi ha perso tutto il lavoro di una vita o di generazioni è una vittima.
E oltre il danno, la beffa di non vedere alcun responsabile condannato.
Il più grande incendio degli ultimi decenni nella nostra isola non ebbe mai un seguito processuale.
L’8 novembre 2023 la giudice del tribunale di Oristano Federica Fulgheri accolse la richiesta di archiviazione presentata dalla pm Sara Ghiani, che coordino’ l’inchiesta, affermando che il rogo fu una tragica fatalità della quale nessuno aveva colpa.
Siamo vicini a chi, ancora oggi, ne paga le conseguenze.
Foto: alcune immagini della devastante dell’incendio del Montiferru.
Maria Vittoria Dettoto




