martedì, Febbraio 10, 2026
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Ciro, Luigi e Vincenzo: le ultime vittime sul lavoro che in Italia miete centinaia di morti l’anno e che potevano salvarsi…

Ciro, Luigi e Vincenzo erano usciti ieri mattina presto di casa per andare al lavoro in una palazzina privata di Napoli.

Ciro Pierro aveva 64 anni. Originario di Calvizzano, era sposato da 40 anni con la moglie Patrizia, che aveva salutato prima di uscire di casa ed aveva due figli: Rosa e Giovanni. A breve sarebbe andato in pensione, maturata dopo anni di lavoro e sacrifici.

Insieme a lui ieri al Vomero c’erano Luigi Romano classe ’58 di Arzano e Vincenzo del Grosso, napoletano del ’71. I tre operai edili, molto affiatati tra loro, si trovavano dentro un cestello su un’impalcatura interna che ad un certo punto ha ceduto.

Il cestello si è piegato e Ciro, Luigi e Vincenzo sono precipitati per terra dell’ottavo piano, schiantandosi contro l’asfalto caldo di una mattina di luglio, cadendo da venti metri d’altezza.

Due di loro sono stati trovati faccia a terra, uno guardava a quel cielo dove erano saliti. Per loro non c’è stato nulla da fare.

I condomini della palazzina sentendo il boato provocato dalla caduta, si sono affacciati per vedere cosa fosse accaduto ed hanno chiamato i soccorsi. Alcuni di loro non hanno retto a ciò che vedevano ed hanno chiuso porte e finestre sentendosi male.

Ma prima hanno fatto foto e video. Che mostrerebbero i tre corpi esanimi senza corde ne’ imbragature. Se ci fossero state, i tre operai non sarebbero caduti a terra. Sarebbero rimasti sospesi per aria e si sarebbero salvati.

Invece sono morti sul colpo. Avvisati dalle forze dell’ordine, sono arrivati nel luogo della tragedia i parenti delle vittime. Disperati. I medici non hanno potuto fare altro che costatarne il decesso. È arrivato il cordoglio dai sindaci dei loro comuni di appartenenza. I sindacati, come sempre in questi casi, hanno espresso la loro condanna.

Ma cosa se ne fanno le famiglie delle loro parole adesso? Anche delle mie: cosa se ne fanno?

Qui sono morte altre tre persone, tre operai che probabilmente senza rispettare le minime norme sulla sicurezza sul lavoro, probabilmente neanche per volontà loro, non torneranno più a casa dalle loro mogli, dai loro figli, dai loro cari?

A cosa servono i corsi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, quando ad un altezza di venti metri si lavora in pantaloncini e maglietta senza protezioni in un cantiere edile nel quale non c’era, pare, neanche un minimo cartello che lo segnalava, come previsto per legge, secondo quanto dichiarato dai presenti?

Ciro, Luigi e Vincenzo si aggiungono alle altre centinaia di morti sul lavoro in Italia. A fine maggio 2025 se ne contavano già 386. Gente che lavora per sopravvivere, per portare il pane a casa, che ha difficoltà a pagarsi un mutuo per comprarsi una casa e non fa neanche figli perché non se li può permettere.

Ogni volta che ne muore uno, tante parole per dire basta, anche da parte dei grandi politicanti che abbiamo, ma non è mai l’ultimo.

Siamo sinceramente vicini alle famiglie di Ciro, Luigi e Vincenzo per la tragedia che stanno vivendo con la speranza che sia almeno fatta giustizia per la loro morte e se ci sono dei responsabili, paghino per quanto accaduto.

Foto 1 Il Napulegno il palazzo dal quale sono precipitati e 2 il cestello dentro il quale stavano lavorando che ha ceduto.

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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