Ieri ho scritto un articolo nel quale parlavo del fatto che il comune di Monserrato ieri ha ospitato la Sagra della pecora ed il 31 ospitera’ la pornostar cagliaritana 25enne Martina Smeraldi. La questione è diventata un caso perché il sindaco Locci appoggia la presenza della Smeraldi, arrivando a dire che da’ lustro alla Sardegna.
Partendo dal presupposto che per quanto mi riguarda chi da lustro alla Sardegna siano altre persone, non mi sento di criticare la Smeraldi che onestamente ha scelto di svolgere il mestiere di porno attrice.
Un mestiere che le ha dato la visibilità che cercava e certamente tanti soldi.
Che per questo venga criticata è normale, specie nella giungla dei social. Si critica il comportamento di una donna ritenuta di facili costumi solo perché magari veste in modo provocante, figuriamoci se queste stesse persone non criticano la Smeraldi che svolge il suo lavoro nuda e magari in scene spinte.
La cosa ridicola è però che quelli/e che la criticano sono gli/le stessi/e che vanno a guardare i suoi porno e si eccitano durante la visione.
Che vorrebbero portarsela a letto, ma lei neanche li considera. Quelli che sbirciano I suoi profili social in anonimato per guardarle lato A, B e C.
E che magari il 31 andranno a Monserrato con la scusa della festa della birra per vederla. O magari non ci andranno per non farsi vedere dalle loro mogli/fidanzate/compagne ed in privato si scambieranno le foto o i video dello spettacolo della Smeraldi e la prenderanno in giro con gli amici del calcetto.
Ecco perché la Smeraldi è a mio avviso meglio di tutta questa gente ipocrita. Perché almeno guadagna alla luce del sole, facendo un lavoro forse non condivisibile, ma comunque rispettabile.
E no, non si prostituisce a differenza di altri uomini e donne che lo fanno per molto meno, fisicamente ed intellettualmente.
Buon lavoro alla Sneraldi e complimenti agli organization per la pubblicita’ ricavata per il loro evento dalla visibilità gratuita che gli stiamo dando parlandone. Un’ottima operazione di marketing.
Foto: Martina Smeraldi.
Maria Vittoria Dettoto




