Nonostante sia accusata di aver ucciso il proprio compagno Alessandro Venier, padre di sua figlia di sei mesi, oggi Mailyn Castro Minsalvo 30 anni, uscira’ dal carcere e verrà affidata ad una struttura protetta nella quale potrà prendersi cura della loro neonata di sei mesi.
Dunque, ricapitolando. Questa donna avrebbe premeditato insieme alla madre di Alessandro Venier il suo omicidio. Dopo averlo ucciso, lo avrebbe fatto in tre pezzi e ricoperto di calce viva. Ne avrebbe occultato il cadavere in attesa di disfarsene.
Dopo cinque giorni dell’omicidio avvenuto il 25 luglio, quella che è ritenuta per la legge un’assassina, sarà oggi fuori dal carcere. Come niente fosse accaduto.
Perché? Perché la gip del Tribunale di Udine ha accolto la richiesta della difesa della donna che si è appellata ad una legge entrata in vigore lo scorso aprile che prevede la custodia attenuata per detenute madri con prole di età inferiore ad un anno.
La donna sarà quindi trasferita in una struttura protetta a Venezia con la bambina, che nei giorni del delitto era a casa con lei e potrà crescerla li’. Senza che sia stata fatta nel frattempo neanche una perizia psichiatrica su questa donna.
Resta invece in carcere la madre di Alessandro Venier, Lorena, per la quale sono stati già chiesti i domiciliari.
Questa è la giustizia italiana. Una decisione, quella presa oggi dalla gip, che crea un precedente e farà giurisprudenza.
Francamente nonostante racconto da anni cio che non funziona continuo come ora a stupirmi e a vergognarmi di non avere leggi che ci tutelano di fronte a chi ci uccide. Che siamo maschi o femmine. Per carità.
Foto: Alessandro Venier, la vittima, la sua compagna e sua madre.
Maria Vittoria Dettoto




