Ritaj Lahmar aveva solo sei anni. Viveva a Credaro con I genitori e tre fratellini: due maschietti ed una femminuccia.
Il 2 settembre scorso, intorno alle 21.15 stava giocando nel parco giochi di piazza Vittorio Veneto a San Filastro, località di Villongo, sotto gli occhi della mamma. Ad un certo punto Ritaj è caduta dall’altalena, che ha pero’ continuato a dondolare. L’ha colpita alla testa ed è morta davanti agli occhi della madre e degli altri bambini presenti.
Quell’altalena era ammalorata e vandalizzata, con diverse crepe e le catene sottostanti come attestato dalle relazioni della società che doveva metterla in sicurezza. Eppure nessuno ha fatto nulla. È stata lasciata così, pericolosa, in un parco giochi per bambini. Sarebbero state sufficienti 150 euro per metterla in sicurezza.
Nelle scorse ore la Procura ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone per omicidio colposo in cooperazione fra loro, negligenza, imprudenza e imperizia nei ruoli: il sindaco Francesco Micheli, l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Vigani e tre tecnici comunali.
I genitori ed i fratellini di Ritaj si sono dichiarati parti lese nel processo per la sua morte.
Sia fatta giustizia per questa bambina.
Foto: Ritaj Lahmar.




