Il 12 e 13 agosto nel reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale San Maurizio di Bolzano, due bambini nati prematuri alla ventitreesima e ventisettesima settimana di gestazione sono deceduti a distanza di poche ore uno dall’altra a causa della presenza nell’ambiente ospedaliero di un batterio chiamato Serratia.
La Serratia ha provocato negli esili corpicini dei due prematuri dal peso di circa 700 grammi ognuno, la morte a seguito di sepsi, che insieme a meningite e polmoniti rappresenta una delle cause di morte nei bambini in ambiente ospedaliero a seguito del venire a contatto con la Serratia.

La cosa che mi ha fatto rabbrividire, oltre al pensare che due neonati non dovrebbero MAI morire nel luogo nel quale teoricamente dovrebbero essere tenuti in vita e curati ovvero in un ospedale, è stato leggere che a portare il batterio all’interno del reparto sia stata una delle due madri dei bambini morti, probabilmente perché non aveva le mani perfettamente igienizzate.
Accuse al momento infondate e non accertabili neanche in futuro, che oltre al dolore della morte del proprio figlio, inseriscono il senso di colpa nel cervello di questa madre, accusata senza alcuna prova di aver di fatto ucciso il figlio.
Ma come si fa mi domando a scrivere cose tanto insensibili che possono segnare la vita di quella madre, già segnata ora dalla condanna del lutto per la morte del proprio bambino, che per settimane ha tenuto in grembo e con il quale prospettava un futuro sereno e felice?
Considerando peraltro che la Serratia è un batterio che purtroppo è possibile sia presente in ambiente ospedaliero? “La presenza di questo virus non è una novità, si è manifestata frequentemente “, ha dichiarato il coordinatore sanitario dell’ospedale altoatesino Pierangelo Bertoli, “è questo deve essere un segnale d’allarme per il rispetto di tutte le norme igieniche”.
Siamo vicini a questa madre, alle famiglie dei due neonati deceduti e ci auguriamo che nessuno si permetta di proseguire in questo andazzo che c’è chi chiama giornalismo, quando a mio avviso è terrorismo mediatico cinico e privo di ogni qualsivoglia forma di sensibilità.
Maria Vittoria Dettoto




