Rossella Scanu aveva 53 anni. Era di Olbia. Il suo soprannome era Selly, amava Vasco Rossi.
“La vita è un brivido che vola via”, cantava il Komandante. E Rossella se ne è andata. Come un soffio di vento.
Ha smesso di soffrire contro la malattia, la disabilità, il pregiudizio della gente.
Solo qualche mese fa, Rossella scriveva queste parole:
“Nascere o diventare disabili, spesso non è un percorso facile.Anzi lo trovo assai difficile!
Si incontrano molteplici barriere:sociali, mentali, architettoniche .Con le quali la persona disabile deve lottare individualmente per abbatterle.
Le disabilità di qualsiasi natura esse siano vanno tutelate, rispettate, accettate in modo tale che noi disabili possiamo avere una vita normale.
Per poter vivere le nostre patologie dignitosamente e accettazione di noi stessi.
La famiglia credo sia basilare almeno per me lo è stata essendo nata con una disabilità motoria. Ho avuto la fortuna di avere dei genitori meravigliosi che mi hanno insegnato forza, determinazione e anche a fare autoironia della mia patologia per poter affrontare al meglio la società nella quale dovevo inserire i miei primi passi.
Ho frequentato in modo abituale tutte le scuole partendo dalla materna sino a quella obbligatoria, alle superiori con la quale ahimè ho avuto delle difficoltà, ma perchè al tempo scelsi quella meno idonea alle mie esigenze e attitudini scolastiche.
Avrei voluto frequentare il Liceo Classico invece mi ritrovai nella Ragioneria dove la matematica si sa non essere un opinione.
E di opinioni ne avevo tante sin da allora.Molte di queste comprendono a tutt’oggi l’arte e i diritti di chi vive ai margini e delle persone con disabilità in modo tale da poter vivere in una società migliore.
Ogni barriera va abbattuta specialmente quella mentale!
Purtroppo incontro ancora troppe persone che si rivolgono a noi disabili come se fossimo diversi trattandoci da malati mentali, per i quali nutro un profondo rispetto.
Voglio sottolineare che abbiamo diritto anche noi tanti mondi lavoro, studio, assistenza, avere relazioni con la società e anche affettive, senza che nessuno debba vergognarsi di questo e tant’altro che non sto ad elencare.
Perchè prima ancora di avere delle patologie invalidanti siamo Persone con Nome Cognome e come tale dobbiamo essere vissute, Rispettate, Curate, Amate.
Rossella Selly Scanu.”.
In queste parole Rossella ci ha lasciato il suo testamento. Di donna, figlia, malata. Parole profonde delle quali non possiamo che ringraziarla e nelle quali si rispecchiano tante persone.
Il funerale di Rossella verrà celebrato domani 21 agosto alle ore 16.00 nella chiesa Sacra Famiglia ad Olbia.
La Terra le sia lieve.




