Quindici anni. Aveva appena 15 anni quando Sarah Scazzi venne strangolata ed uccisa il 26 agosto 2010 ad Avetrana in provincia di Taranto dalla cugina Sabrina Misseri e sua zia Cosima Serrano, sempre proclamatesi innocenti.
Le due donne dopo averla uccisa ne hanno occultato il cadavere con l’aiuto di Michele Misseri ed hanno simulato un rapimemto, sino al ritrovamento del cadavere di Sarah in un campo, su indicazione dello stesso Misseri in avanzato stato di decomposizione, ad ottobre 2010.
Il 27 luglio del 2015 la Corte d’Assise di Taranto ha condannato Sabrina Misseri e Cosima Serrano all’ergastolo; pena che stanno attualmente scontando nel carcere di Teramo. Condanna poi confermata nel 2017 dalla Corte di Cassazione.
Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, è stato condannato dalla Corte d’Assise di Taranto ad otto anni per concorso in soppressione di cadavere. L’uomo è uscito dal carcere nel 2024 ed è rientrato nella stessa casa nella quale è stata uccisa Sarah ad Avettana.
Misseri è stato accusato anche di depistaggio nelle indagini, essendosi auto accusato dell’omicidio di Sarah dichiarando agli inquirenti che il delitto sarebbe avvenuto a seguito di un suo tentativo di stupro ai danni di Sarah. Ma le indagini provarono che Misseri con la morte della nipote non c’entrava nulla e che si era auto accusato per coprire Sabrina e Cosima.
Foto: Michele Misseri, Cosima Serrano, Sabrina Misseri e la vittima Sarah Scazzi.
Maria Vittoria Dettoto




