Lei e Lucia Regna, ha 44 anni.
Il 28 luglio 2022 è stata pestata a sangue dal marito perché lei voleva lasciarlo. Le ha sbattuto la faccia contro il marmo e l’ha presa a calci in faccia.
Per provare a ridarle un volto, le sono state impiantate 21 placche di titanio, ma il suo nervo ottico è stato danneggiato irreversiblmente.
L’uomo ieri è stato condannato dal Tribunale di Torino a 18 mesi di carcere con la condizionale. Ovvero, non farà neanche un giorno di galera perché secondo quanto hanno dichiarato i giudici, la donna avrebbe comunicato all’uomo la sua volontà di lasciarlo in “modo brutale” e l’amarezza dell’uomo era dunque “umanamente comprensibile”.
Una donna, madre di due figli, viene pestata a sangue e come sempre anche se denuncia il suo aggressore, non ne paga le conseguenze. Ed è libero di tornare a perseguitarla, minacciarla, terrorizzarla con la sua presenza nel suo stesso comune e come già avvenuto, ucciderla.

Sono schifata. Le donne non hanno alcuna tutela. Continuo a dirlo. Si continua a giustificare un maschio assassino con interpretazioni del suo comportamento degne del Medioevo.
Povera Lucia, ti siamo vicini.
In allegato il link che scrissi su Lucia mesi fa nel quale vi raccontai la sua storia.
Foto: Lucia Regna dopo il pestaggio e come era prima.
Maria Vittoria Dettoto




