
Lorenzo Sale aveva 18 anni.
Era di Mamoiada, un piccolo centro in provincia di Nuoro, Sardegna. Neanche duemila e cinquecento abitanti. Un ospitale paesino della Barbagia nel quale ci si conosce tutti.

Questa mattina Lorenzo mentre viaggiava sul suo scooter ha avuto un incidente stradale ed è deceduto. Un’altra giovane vita se ne è andata via in un pomeriggio di fine estate, in mezzo al profumo dell’uva appena vendemmiata.
Lorenzo aveva occhi e capelli scuri. La pelle abbronzata dal caldo sole di Sardegna. Come quello che oggi ha scaldato il suo corpo esanime su quell’asfalto che non gli ha dato tregua dopo essersi scontrato contro un camion all’uscita del paese.

A Mamoiada sin da piccoli si coltivano le tradizioni sarde. Si parla la lingua sarda, si tramanda di generazione in generazione il rito dell’appartenenza ai Mamuthones ed agli Issohadores.
Anche Lorenzo faceva parte dell’Associazione. Vestiva quell’abito di pelle, pelliccia e campanacci in giro per la Sardegna. Fiero.
“Siamo stanchi di sfogliare i nostri archivi per cercare ricordi dei nostri ragazzi che ci lasciano troppo presto. Siamo così stanchi che le parole faticano ad uscire. Vola alto Lorè! Porta le tue passioni fin lassù, noi ti onereremo ricordandoti”, così lo ricorda il gruppo dei Mamuthones e Issohadores di Mamoiada del quale faceva parte con orgoglio.

Parole che sono segno non solo di tristezza, ma di frustrazione per la morte di un giovane che poteva essere figlio di tutti noi.
Lorenzo aveva concluso gli studi ed aiutava il padre in campagna nel terreno di famiglia. Un altro segno dell’attaccamento di questo giovane al lavoro, al sacrificio.
Chi aiutera’ ora suo padre in campagna?
Chi aiutera’ la famiglia Sale ad affrontare questo lutto? Davvero non ci sono parole per questa perdita.
Lorenzo di una cosa sono certa: che ora il suono dei tuoi campanacci lo ascolteranno anche in Paradiso.
Foto: Mamuthones e Issohadores Arzeni di Mamoiada.
Maria Vittoria Dettoto




