“Raccontava che era stato sbattuto al muro, la raccontava che lo bullizzavavan*, lo chiamavano femminuccia e “Nino D’Angelo”, si era tagliato i capelli a posta per non esser un “Nino D’Angelo”.
Queste le ultime dichiarazioni di Giuseppe Mendico, padre di Paolo, il 14enne suicidatosi prima del rientro a scuola, in quello che sarebbe dovuto essere il suo secondo anno di scuola superiore.
“Ho sempre parlato con due vicepresidi, con mia moglie abbiamo detto che un ragazzo aveva sbattut* mio figlio al muro, e ha chiamato per conferma il rappresentante di classe che ha confermato. Ho visto un solo ragazzo, Andrea, gli altri non ho visto nessuno. Un compagno mi è venuto a dare le condoglianze in chiesa, gli altri non ho visto nessuno, quindi è inutile che si inventano cose. Nemmeno i genitori, io non ho visto nessuno”.
Siamo distrutti, questa notizia ci sta veramente spezzando il cuore giorno dopo giorno, ma va raccontata per diffondere quanto il bullismo sia pericoloso” conclude il padre di Paolo.

Stasera nel comune di Santi Cosma e Damiano, paese di origine della famiglia di Paolo, avrà luogo una fiaccolata per ricordare il ragazzo e dire NO al bullismo.
Foto: I genitori di Paolo e la locandina della fiaccolata di stasera.
Maria Vittoria Dettoto




