Oggi è per Ilaria Salis il Giorno del giudizio. In tarda mattinata la Commissiome per gli affari giuridici del Parlamento Europeo si pronunciera’ sulla revoca o meno della sua immunità parlamentare che dallo scorso maggio le ha permesso di uscire dal carcere di massima sicurezza di Budapest nel quale era reclusa tra manette ed a suo dire cimici e topi ed arrivare ai fasti del Parlamento Europeo eletta tra le file di AVS.
Ilaria Salis è una maestra elementare di origini cagliaritane antifascista come lei si autoproclama, che sin dalla giovane età si distingue tra i manifestanti di sinistra. Tanto da raccimolare in Italia 29 denunce e diverse condanne a vario titolo per invasione di edifici pubblici e resistenza a pubblico ufficiale in concorso.
Tra il 9 febbraio ed il 12 febbraio 2023 si reca a Budapest in Ungheria, dove i militanti neonazisti ogni anno celebrano il Giorno dell’Onore, per ricordare l’opposizione all’Armata Rossa.
La Salis arriva a Budapest per dare man forte ai suoi amici antifascisti e schierarsi in una contro- manifestazione di sinistra che si oppone ai neonazisti di destra.
Nel corso di queste manifestazioni la Salis verrà accusata dall’Ungheria di far parte di un’organizzazione criminale, la Hammerbande con sede in Germania e di avrer provocato lesioni che potevano pregiudicare la vita di tre militanti neonazisti, in particolare nel corso di una manifestazione tenutasi il 10 febbraio insieme ad altri due militanti antifascisti tedeschi.
E’ accusata preciaamente di aggressione, lesioni e di far parte dell’associazione criminale. Le accuse sono chiare a differenza di quanto qualcuno dichiara.
L11 febbraio viene arrestata a Budapest mentre si trova in un taxi con alcuni “compagni” tedeschi.
Al momento dell’arresto le viene trovato nello zaino un manganello retrattile. In merito la Salis dichiarerà:: : Un bastone telescopico, un arnese che gli ungheresi chiamavano vipera e che avevano pensato bene di mettermi nello zaino mentre ero ammanettata a fianco al taxi”.
A proposito di questo manganello trovato addosso alla Salis suo padre Roberto Salis affermo’ invece che sua figlia Ilaria lo portava con sé per autodifesa dichiarando testualmente: “Mia figlia aveva il manganellone nello zaino per autodifesa, non vi azzardate che glielo hanno messo abusivamente “.
Versione poi parzialmente ritrattata, ma che evidenzia una netta contraddizione tra quanto dichiarato dalla detenuta Salis e da suo padre. Due versioni in netto contrasto tra loro.
Immaginiamoci dunque una maestra elementare che nel suo lavoro ha normalmente a che fare con dei bambini, che si reca ad una manifestazione con un manganello per difendersi o alla quale l’arnese viene messo di proposito nello zaino dalle forze dell’ordine di Orban per arrestarla. A voi è mai capitata una di queste due opzioni partecipando a qualche manifestazione? A me no. Ma andiamo avanti.
La Salis viene accusata di tentato omicidio colposo in concorso. La polizia ungherese consegna all’autorita’ giudiziaria dei video delle aggressioni ai danni dei neonazisti.
La Salis viene dunque condotta nel carcere ungherese di Budapest dove denuncia condizioni degradanti. Secondo il padre non avrebbe neanche carta igienica o assorbenti. Gli scarafaggi camminerebbero nella cella felici. Ma soprattutto la Salis viene mostrata durante le udienze in tribunale ammanettata mani e piedi. Lei stessa autorizza la diffusione delle sue immagini ammanettata nel tribunale ungherese.
Nel corso delle udienze e degli interrogatori, Ilaria Salis si dichiara non colpevole e rifiuta il patteggiamento.
La diffusione delle immagini di Ilaria Salis ammanettata in tribunale suscita un’ondata di indignazione nell’opinione pubblica, al punto che il partito politico Alleanza Verdi Sinistra ad aprile 2024 decide di candidarla alle elezioni Europee che si sarebbero svolte li’ a poco. La condizione di europarlamentare avrebbe permesso alla Salis di uscire dal carcere grazie al l’immunità parlamentare.
E così è stato. La Salis viene eletta e a maggio 2024, dietro pagamento di una cauzione di 40.000 euro, viene scarcerata dal carcere ungherese.
Approda al Parlamento Europeo sulla base anche di una precedente sentenza della Corte di Giustizia Europea che stabili’ che lo status di europarlamentare si intende raggiunto nel momento della proclamazione dell’eletto, non al momento dell’insediamento e che lo status che da diritto all’immunita’ parlamentare attiene i reati commessi nel corso del mandato parlamentare.
Non quelli commissi prima dello stesso come nel caso di quelli contestati alla Salis, non avendo l’immunita’ stessa efficacia retroattiva.
In virtu’ di ciò il 22 ottobre 2024 gli eurodeputati dell’estrema destra ungherese del partito Fidesz annunciano che l’Ungheria chiedera’ la revoca dell’immunita’ parlamentare di Ilaria Salis.
Il 23 gennaio 2025 inizia l’iter che apre il contenzioso e che vedrà nella tarda mattinata di oggi l’espressione del voto favorevole o contrario alla revoca dell’immunita’ parlamentare alla Salis da parte della Commissione Affari Giuridici del Parlamento Europeo.
Se le fosse revocata, con la conferma in seconda battuta dell’Assemblea Plenaria prevista presumibilmente per il 7 ottobre, Ilaria Salis rischia di tornare nelle carceri ungheresi nelle quali rischia di scontare 24 anni di carcere.
Lei ha chiesto più volte negli scorsi giorni ai suoi colleghi di non revocarle l’immunità parlamentare e ha altresi chiesto di essere processata in Italia.
Al momento però la Salis potrebbe contare sull’appoggio di 11 eurodeputati su 25. Dunque rischia la revoca, non a caso lei stessa si dice “fiduciosa, ma preoccupata ” per la decisione della Commissione.
Nelle prossime ore sapremo come andrà a finire.
Foto Ilaris Sails detenuta nel corso di un’udienza nel tribunale ungherese.
Maria Vittoria Dettoto




