Alla fine Emanuele Ragnedda ha rinunciato. Oggi 15 ottobre era prevista presso il Tribunale del riesame di Sassari la decisione per l’eventuale scarcerazione dell’assassino di Cinzia Pinna.
Nella serata di ieri è arrivata la comunicazione del legale di Ragnedda, Luca Montella, che il suo assistito rinunciava all’istanza e che l’udienza di oggi non si sarebbe svolta.
Ma, badate bene, la mossa di Emanuele Ragnedda non deve essere intrapresa come un’assunzione di responsabilità o pentimento, sia chiaro.
Ragnedda ha rinunciato a mio avviso solo perché le prove a suo carico erano determinanti al punto da rendere improbabile una sua scarcerazione.
Emanuele Ragnedda che visto che ancora qualcuno non lo ha capito, ha confessato di aver ucciso Cinzia Pinna e di averne occultato il cadavere, resterà quindi in carcere in attesa del processo.

Questa scelta è stata secondo me condizionata anche da un altro fattore non trascurabile: il fatto che la madre dell’assassino Nicolina Giagheddu si sia dichiarata sin da subito contraria alla richiesta di scarcerazione del figlio.
Come ho scritto e detto dall’inizio la signora Giagheddu che si rifiuta di avere contatti con il figlio da quando ha saputo che ha ucciso Cinzia Pinna, che non parla con lui, non va a trovarlo in carcere ed è stata lei a farlo arrestare il 24 settembre denunciandone la fuga agli inquirenti, in questa vicenda è fondamentale.
Lei può realmente portare il figlio a confessare tutto ciò che la notte tra l’11 ed il 12 settembre è realmente accaduto. Tutto il resto è fuffa.
Un figlio unico come Emanuele Ragnedda, cresciuto tra i fasti di Conca Entosa, yatch, cene in ristorantii lussuosi, compleanni in elicottero, con un ego smisurato, non sopporta a mio avviso di non essere accettato da quella madre che lo ha messo al mondo e che gli ha insegnato i valori della vita che lui uccidendo Cinzia e con il comportamento assunto dopo, non ha messo in pratica.
L’unica notizia positiva di quanto avvenuto sinora è che Emanuele Ragnedda resta in galera. Grazie signora Giagheddu.




