La Sardegna è l’isola dei record, che non smette mai di stupirci.
Possiede il pane più sottile al mondo, il pane carasau, spesso appena un centimetro, derivato da un impasto di semola, acqua, sale e lievito madre.
Il nome deriva da sa carasadura, ovvero la doppia cottura, che lo rende croccante e più digeribile.
A produrlo sin dell’antichità le donne sarde per i loro mariti pastori che soprattutto nel corso della transumanza, usavano portarlo con loro perché resisteva al tempo ed alle intemperie.
Ma la Sardegna ha una grande tradizione secolare nella panificazione e possiamo dire che ognuno dei 377 comuni che la compongono, ha un suo pane tipico.
Tra essi possiamo ricordare su civraxu piuttosto che le spianate, su pane mela o il pane con le patate, sas cozzulas de gerda prodotte nel periodo autunno invernale, le paste dure, i pani per le cerimonie, il pane con il pomodoro tipico ad esempio di Villasimius.

Al pane sardo è delicata un’intera sala del museo etnografrico di Nuoro, che vi consiglio di andare a visitare, nel quale potete toccare con mano l’impia varietà del pane sardo e la grande ricchezza di questo alimento fondamentale della dieta sarda e mediterranea.
A seguire voglio oggi darvi la ricetta per farvi a casa su civraxu.
Su civraxu o civraxiu o civrargiu è un pane tipico sardo, originario della zona del Medio Campidano, diffuso ormai in tutta la Sardegna. È un pane di grossa pezzatura, sui due chili di peso, di forma tonda irregolare e colore bruno, con una croccante crosta esterna e mollica interna morbida e fragrante.

Su framentu, il lievito madre, è ingrediente fondamentale per la produzione de su civraxiu. Viene tramandato di generazioni e di casa in casa, visto che ancora in tanti lo fanno a domicilio. Il procedimento vuole una doppia lievitazione di molte ore, quindi si può preparare partendo dal giorno prima del suo consumo.
Gli ingredienti sono semola o semola rimacinata con altri tipi di farina, sale 20 gr per kg di semola, 600 cl di acqua e lievito madre intorno ai 15 gr per kg di farina.
Fare un primo impasto e lasciarlo lievitare per dieci/ 12 ore. Riprendere l’impasto, lavorarlo nuovamente e metterlo a riposare in cesti con teli di lino, affinché assorbano l’umidità.
Cuocere nel forno a legno o nel forno elettrico a 200° per circa un’ora. Il crivaxiu è un pane a lunga conservazione che il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha inserito nella lista PAT, Prodotti Agroalimentari Tradizionali della Regione Sardegna.
Foto civraxu: Giada Pirisi.
Articolo di Maria Vittoria Dettoto




