Come vengono chiamate le donne dopo che sono state uccise: povera Giulia, povera Francesca, povera Cinzia, povera Pamela, povera Jessica. Solo l’ultima di una lunga serie, mentre c’è chi legge e si permette pure di imporre il silenzio a chi parla ogni giorno di questi assassini.
Siete stufe/i di leggerli? Beh, sappiate che domani al posto loro ci potreste essere voi o io che scrivo questo articolo.
E al posto di chi ha ucciso Jessica vostro marito, compagno, figlio, fidanzato.
Credete di essere fuori da queste dinamiche, ma non lo siete. Perché quelle che vengono uccise sono vittime di relazioni affettive nella maggior parte dei casi dentro una famiglia e gli assassini dei bravi ragazzi, delle brave persone. Esattamente come chi avete vicino.
Pensate che denunciare serva a qualcosa? Che qualcuno vi proteggerà? No.
Scordatevelo. Perché anche chi ha ucciso Jessica aveva il braccialetto elettronico e se lo è levato. Gli è stato messo solo dopo che l’ha gonfiata di botte ad aprile.
Nel frattempo le aveva rotto una gamba e la pestava di continuo.
Tutti sapevano nel vicinato e nessuno ha denunciato. Come nessuno ha denunciato chi poi ha ucciso Pamela Genini.
E se anche avessero denunciato forse sarebbe finito in carcere qualche mese o agli arresti domiciliari o con il braccialetto elettronico, che come ho sempre scritto non rappresenta in alcun modo uno strumento utile ed efficace.
A Jessica per colpa del suo aguzzino era stata levata anche la figlia di un anno.
E meno male. Poteva essere un’altra vittima della sua follia omicida.
Perché Jessica restava con lui nonostante le violenze? Perché non sapeva dove andare. Perché nessuno aiuta una donna vittima di violenza dopo che l’ha subita, denuncia e lascia il suo aguzzino. Sempre che non la uccida prima.
Allora cosa dobbiamo fare per salvarci? Prima di tutto come ho sempre detto e scritto essere indipendenti economicamente.
Questo permetterà a chiunque di cercare un altro alloggio e lasciare quello condiviso con chi usa violenza nei vostri confronti.
Imparate a difendervi da sole. Il che significa frequentare anche corsi di autodifesa personale se potete.
Non rinunciate mai a coltivare le vostre amicizie: vi serviranno per affrontare la vita dopo che avrete lasciato il vostro aguzzino, che tenderà a farvi isolare da tutti/e per possesso o gelosia, non per amore.
Ma soprattutto: lasciate immediatamente chi usa violenza fisica o psicologica nei vostri confronti. Perché se vi denigra una volta, lo rifarà.
Se vi sputa in faccia, lo rifarà. Se vi spinge, vi dà uno schiaffo, un pugno, vi da della tro×a davanti ai vostri figli, lo rifarà.
Non crediate che cambiera’, perché non cambiera’. E voi sarete con me le prossime della lista.
Foto: Il resto del Carlino.
MVD




