Avantieri ho scritto un articolo nel quale mi sono apertamente schierata dalla parte del conducente della BMW nella quale la notte tra sabato e domenica è deceduto Omar Masia, precipitando dal ponte di Baldu a Tempio.
Ho scelto di schierarmi dalla parte di quel giovane mentre veniva coperto da tutta la gogna mediatica di chi lo accusava di essere un criminale, un assassino per aver causato la morte di Omar.
Senza sapere nulla di come siano realmente andati i fatti, le persone sui social hanno detto che il conducente correva troppo, che era ubriaco. Gli hanno scritto contro di tutto.
Contro la mia persona hanno scritto che sono una sciacalla che non aspetta che ci siano morti tragiche per fare notizia, che sono patetica, una carogna.
Essendo che mi occupa di cronaca, cronaca nera, giudiziaria da quando quindici anni fa ho intrapreso la professione giornalistica.
Vengo criticata solo perché sto facendo il mio lavoro di cronista ed occupandomi appunto di cronaca racconto purtroppo anche delle tragedie come quella avvenuta purtroppo ad Omar e se mi sento, mi schiero pure pubblicamente dalla parte di un giovane che ha già un lutto da portare per tutta la vita: quello della morte dall’amico. Cosa che ho tutto il diritto di fare come chiunque altro.
A seguito del mio articolo di due giorni fa, la nonna di Omar, Fatima, ci ha rilasciato la seguente dichiarazione: “Sono coinvolta in prima persona essendo la nonna del ragazzo che non c’è più. Conosco il ragazzo che guidava da una vita e mi permetto di dire di non fare processi gratuiti sui social senza conoscere i fatti. Nel nostro dolore non accusiamo nessuno se non una tragica fatalità. E in questo momento il dolore è tanto”.
Dichiarazione che ho riportato ieri in Senza Censura, programma di approfondimento dei fatti di cronaca sardi e non che da un paio di settimane conduco nel mio canale YouTube @mariavittoriadettoto2106.
Ieri sera anche Emanuela e Massimiliano si sono pronunciati apertamente a sostegno dell’amico del figlio che quella notte guidava la macchina, condannando la gogna mediatica nei suoi confronti ed affermando che non intendono procedere legalmente verso lui, né costituirsi parte civile in un eventuale processo.
Ai leoni ed alle leonesse da tastiera che non hanno rispetto per nessuno, né per il giovane conducente, né per chi come me fa il proprio lavoro che nessuno vi costringe peraltro a seguire, né verso chiunque altro pur di commentare spesso da profili falsi o da pagine senza che si sappia chi le gestisca consiglio di rivolgere le loro attenzioni altrove, ma soprattutto di usare il loro tempo in modo utile.
Magari lavorando o realizzando qualcosa di utile nella loro vuota esistenza.
Mostro ancora una volta tutta la mia vicinanza alla famiglia Masia, a quella del conducente della macchina e di tutti i giovani coinvolti per il triste momento che stanno vivendo.




