Ieri 29 ottobre 2025 i magistrati contabili della sezione centrale della Corte dei Conti che valutano il controllo di legittimità sugli atti del governo, non hanno ammesso al visto ed alla successiva registrazione la delibera Cipess n°41/2025 riguardante il Ponte sullo Stretto di Messina presentata ad agosto.

In parole povere hanno detto no al progetto che da tempo rappresenta uno dei punti chiave del governo Meloni ed in particolare del vice premier Matteo Salvini.

Il governo nonostante il diniego della Corte motivato in primis dalle spese ingenti per la realizzazione dell’infrastruttura e dell’impatto ambientale della stessa, può legiferare a favore della realizzazione dell’opera attraverso delibera del Consiglio dei ministri attestante che l’opera ingegneristica sia giustificata da interessi pubblici preminenti tali da non considerare evidentemente il parere espresso dai magistrati ieri.
Come previsto non si sono fatte attendere le reazioni politiche alla sentenza della Corte. Queste le parole di Matreo Salvini, ministro delle Infrastrutture:
“La decisione della Corte dei Conti è un grave danno per il Paese e appare una scelta politica più che un sereno giudizio tecnico. In attesa delle motivazioni, chiarisco subito che non mi sono fermato quando dovevo difendere i confini e non mi fermerò ora, visto che parliamo di un progetto auspicato perfino dall’Europa che regalerà sviluppo e migliaia di posti di lavoro da Sud a Nord. Siamo determinati a percorrere tutte le strade possibili per far partire i lavori. Andiamo avanti”.

Anche il presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene con una nota:
“La mancata registrazione da parte della Corte dei Conti della delibera CIPESS riguardante il Ponte sullo Stretto è l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento. Sul piano tecnico, i ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio hanno fornito puntuale risposta a tutti i rilievi formulati per l’adunanza di oggi; per avere un’idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l’avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l’esistenza dei computer. La riforma costituzionale della giustizia e la riforma della Corte dei Conti, entrambe in discussione al Senato, prossime all’approvazione, rappresentano la risposta più adeguata a un’intollerabile invadenza, che non fermerà l’azione di Governo sostenuta dal Parlamento”.

Favorevole alla decisione della Corte dei Conti Elly Schlein, leader del PD.
Foto: Salvini, Meloni, Schlein FB, foto ponte Ansa.
Maria Vittoria Dettoto




