Giuseppe Di Dio aveva appena 16 anni. Era di Capizzi in provincia di Messina.
Studiava all’istituto alberghiero, ma ogni mattina prima dell’alba andava in campagna per aiutare i genitori nell’azienda agricola.
Un bravo ragazzo. Pieno di vita, onesto, sorridente.
Sabato sera intorno alle 22.30 si trovava all’esterno di un bar di Capizzi con degli amici.
Una vettura si è fermata davanti al locale. Al suo interno Giacomo Frascona’ Filaro, 20 anni, accompagnato dal padre e dal fratello diciottenne. Giacomo è sceso dall’auto ed ha sparato pare ad altezza d’uomo. Prima contro Giuseppe Di Dio, poi contro un 22enne suo amico, rimasto solo lievemente ferito da un proiettile perché ha avuto la fortuna che la pistola con matricola abrasa usata dal ventenne mentre gli sparava contro si è inceppata. Questo gli ha salvato la vita.
Giuseppe Di Dio, gravemente ferito, viene trasportato alla guardia medica di Capizzi dove morirà poco dopo. Ucciso per errore visto che l’obiettivo di Filaro era a quanto pare un’altra persona con la quale aveva avuto screzi in passato.
Quella di sabato è stata dicono in paese una tragedia annunciata.Giuseppe Di Dio ha avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Lo stesso sindaco del comune siciliano ha dichiarato pubblicamente che alcuni componenti della famiglia dell’assassino avevano precedenti penali. Un anno fa avrebbero incendiato la caserma dei carabinieri e solo due giorni prima del delitto sono stati controllati in quanto sospettati di possedere armi.
Giacomo Frascona Filaro già noto alle forze dell’ordine nonostante appena ventenne è accusato di omicidio, tentato omicidio, detenzione abusiva di arma clandestina, lesioni personali e ricettazione.
Giuseppe è stato ucciso ed un’altra famiglia piange l’ennesima vittima di omicidi che sempre più spesso riguardano giovanissimi.
Che tu possa riposare in pace Giuseppe. Il tuo banco a scuola da oggi sarà vuoto e mai nessuno potrà sostituirlo.
Foto: Giuseppe Di Dio.
Maria Vittoria Dettoto




