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Due anni fa veniva uccisa da Filippo Turetta la studentessa Giulia Cecchettin, da poco diventata orfana e prossima alla laurea. La storia del femminicidio più discusso degli ultimi tempi…

L’11 novembre 2023 era un sabato, non qualunque per la giovane Giulia Cecchettin, 22 anni studentessa di Vigonovo.

Cinque giorni dopo si sarebbe laureata in ingegneria biomeditica presso l’universita’ di Padova. Alle 17.15 invio’ dal suo pc una mail alla sua relatrice, poi usci’ per comprare un paio di scarpe nuove che avrebbe dovuto indossare il giorno della discussione della tesi.

Ad accompagnarla il suo ex fidanzato Filippo Turetta, padovano classe 2001, con il quale aveva avuto una relazione conclusasi mesi prima, ma che non si ostinava alla fine della stessa.

Giulia cercava di tenere un rapporto di amicizia, nonostante lui la tartassasse di messaggi ed era arrivato a dirle che se lei non lo avesse piiu considerato, si sarebbe suicidato. Turetta non sopportava neanche l’idea che Giulia si laureasse prima di lui ed il suo atteggiamento era arrivato ad essere possessivo verso Giulia, tanto da essere poi accusato anche di stalking.

Turetta era ossessionato da Giulia, della quale teneva 20.000 foto nella galleria del suo cellulare, alcune scattate prima di ucciderla e che poi rivide durante la sua fuga prima dell’arresto. Giulia era la sua prima ragazza ed invidiava le persone felici, rispetto alle quali disse in seguito di sentirsi uno “sfigato”.

Ma torniamo all’11 novembre 2023. Giulia e Filippo quel pomeriggio si recarono in un centro commerciale di Marghera. Comprano le scarpe e cenarono in un fast food in loco. Giulia quella sera messaggio’ con la sorella Elena sino alle 22.43. Poi di lei non si ebbero più notizie.

Il giorno successivo Gino Cecchettin, padre di Giulia, rimasto vedovo ad ottobre 2023 della moglie Monica Camerotto deceduta a causa di un tumore, sporse denuncia di scomparsa della figlia Giulia, mentre la sorella Elena pubblico’ sui social appelli per ritrovare Giulia.

La famiglia Cecchettin venne contattata da un uomo che dichiaro’ di aver visto la sera della scomparsa di Giulia una coppia discutere a Vigonovo. Di aver chiamato i carabinieri, ma che i militari non erano intervenuti perché impegnati altrove.

Nel frattempo anche Filippo Turetta era sparito nel nulla. Si raccolsero segnalazioni, si analizzarono i filmati di videosorveglianza. La macchina di Turetta venne localizzata in Alto Adige, poi in Austria.

Si rivelo’ fondamentale la ripresa della telecamera di un calzaturificio di Fosso’, che inquadro’ Turetta colpire una donna in modo violento e caricaricarla nel bagagliaio della sua macchina. Si scoprira’ poi che Giulia fu colpita da 77 coltellate inferte con un coltello con una lama di 21 cm che Turetta aveva con sé.

Nei confronti dello studente venne emesso un mandato di arresto europeo con l’accusa di sequestro di persona e omicidio volontario. Fu arrestato in Germania il 18 novembre nella corsia d’emergenza dell’autostrada in direzione Monaco di Baviera e condotto in carcere.

Poche ore prima nel lago di Barcis era stato rinvenuto il cadavere di Giulia, coperto da sacchi di plastica. Gli inquirenti erano stati portati a circoscrivere l’area delle ricerche di Giulia in quella zona perché la vettura di Turetta era stata ripresa mentre transitava in quella zona ed aveva percorso il passaggio verso la diga del Vajont in un tempo nettamente superiore a quello necessario, facendo ritenere alle forse dell’ordine che si fosse fermato per occultare il cadavere di Giulia. Ritrovato grazie anche all’ausilio delle unita’ cinofile.

Turetta il 25 novembre 2023 è stato estradato in Italia. Il 3 dicembre 2024 la Corte d’Assise di Venezia lo ha condannato all’ergastolo riconoscendo le aggravanti della premeditazione nel sequestro di persona e dell’occultamemto di cadavere ed escludendo lo stalking e la crudelta’.

L’esclusione dell’aggravante della crudelta’ fece molto discutere l’opinione pubblica che si domando’ come potesse non sussistere crudelta’ nel comportamento di un assassino che colpisce una donna settanta sette volte con un coltello. La Corte giustifico’ l’esclusione dell’aggravante assurgendo alla motivazione che non ci fossero prove che Turetta volesse aggiungere sofferenze gratuite ed aggiuntive alla vittima.

Il 14 ottobre 2025, vedendosi rifiutata da parte di Gino Cecchettin la sua richiesta di giustizia riparativa, Filippo Turetta ha rinunciato a ricorrere in appello contro la sentenza di primo grado, accettando di fatto l’ergastolo.

La Procura che inizialmente pareva volesse impugnare la sentenza di primo grado e ricorrere comunque in appello nonostante la rinuncia dell’accusato, dak momento che non erano state riconosciute a Turetta le aggravanti dello stalking e della crudelta, il 6 novembre ha rinunciato al’impugnazione, prendendo atto della sentenza di primo grado.

Il 5 dicembre 2023 milioni di telespettatori hanno assistito in diretta tv al funerale di Giulia Cecchettin, nei confronti della quale si è sviluppato in questi due anni dal suo decesso un grande dibattito, anche politico, che ha portato alla creazione da parte della famiglia di una fondazione in sua memoria.

Nonostante ciò, in Italia continua ad esserci una media di una donna uccisa ogni tre giorni. La morte di Giulia purtroppo non è bastata per porre fine alla mattanza.

Foto copertina Luca Zaia, foto coppia Sky Tg24, foto Turetta in tribunale Today.

Maria Vittoria Dettoto

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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