Giovanni aveva solo nove anni ed un’unica colpa: quella di essere nato nella famiglia sbagliata.
La madre avantieri sera lo ha ucciso con un coltello da cucina e lo ha lasciato morire dissanguato nel bagno di casa a Muggia in provincia di Trieste.
A scoprire il corpo senza vita di Giovanni sono stati i poliziotti, allertati dal padre di Giovanni che ne aveva l’affidamento. Sarebbe dovuto tornare da lui alle 21.00, ma non era tornato. La madre di Giovanni, sua ex moglie, non gli rispondeva al telefono. Alle 22.00 la Squadra mobile è arrivata nella casa dell’orrore ed ha scoperto il cadavere del piccolo Giovanni in una pozza di sangue.
La madre, a sua volta ferita dall’arma da taglio nelle braccia, è stata portata in ospedale ed ha tentato il suicidio. La donna era seguita da tempo dal Centro di salute mentale.
Normalmente vedeva il bambino in presenza degli operatori. Avantieri era una delle prime volte che il bambino le veniva affidato da solo.
La coppia di genitori, definita problematica da più parti, era seguita dai servizi sociali dalla nascita di Giovanni.
Ci si domanda dunque se questa tragedia fosse evitabile. Se la madre fosse in condizioni di vedere da sola Giovanni, visti i suoi problemi mentali.
Come sia stata possibile una simile leggerezza, che ha causato la morte di un bambino innocente, che frequentava la scuola elementare e provava nonostante i problemi familiari, a vivere una vita felice.
Quella che dovrebbe vivere ogni bambino della sua età.
Il sindaco di Muggia ha proclamato il lutto cittadino per oggi ed un minuto di silenzio. È sufficiente? No.
Giovanni non tornerà indietro. È morto, ucciso da una madre malata di mente.
Ancora una volta si riapre il problema della salute mentale e della riapertura dei manicomi, dei quali vi ho parlato appena qualche giorno fa in seguito all’accoltellamento della manager di Milano.
È stato fatto qualcosa nel frattempo? Magari un decreto legge urgente? No.
E non sarà fatto neanche ora dopo la morte del piccolo Giovanni.
Si accusa la madre di averlo ucciso, di essere un’assassina. Dopo di lei ne arriveranno altre di tragedie come questa e la colpa qui non è solo della madre che impugna il coltello ed uccide, ma anche di chi con imperizia e negligenza, continua a permettere che ciò accada.
Ciao Giovanni. Sei un altro banco vuoto che non sarà più riempito. Un’altra bara bianca sulla quale poseranno fiori freschi e quando si seccheranno a piangerti resterà tuo padre ed i tuoi compagni di scuola.
Sino alla prossima tragedia.
Maria Vittoria Dettoto




