domenica, Gennaio 25, 2026
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La colpa della morte del piccolo Giovanni a Muggia siamo certi sia solo della madre?

Il mercoledì era l’unico giorno che la madre aveva il permesso di vedere suo figlio Giovanni.
Si stava separando dal marito, che aveva sul bambino l’affido esclusivo e presto questa condizione sarebbe stata probabilmente confermata da una nuova sentenza in favore del padre di Giovanni, vista la condizione di malata mentale della donna. Seguita dal centro di salute mentale e dai servizi sociali di Muggia da quando il bimbo era nato.

Ieri, mercoledì 12 novembre, era la seconda volta che la madre stava sola con Giovanni senza gli operatori sanitari o del comune.

L’ha sgozzato e lasciato morire dissanguato in bagno. Poi ha tentato il suicidio. Il padre ha allertato le forze dell’ordine che hanno fatto irruzione nella casa dove viveva la madre di Giovanni, trovando il bambino morto nel bagno. La madre è stata portata in carcere.

Altro errore. Perché un malato di mente, non dovrebbe stare in carcere come i detenuti “normali”. Ma ha bisogno di cure specialistiche. Che la donna doveva avere da prima che uccidesse Giovanni.

Non bastano due gocce e tre visite all’anno con uno psichiatra, come avviene nei normali CSM, per guarire da una malattia mentale. Curarla è un lusso che non tutti possono permettersi di tasca propria e l’SSN è inadeguato a far fronte a queste patologie.

Ne ha fatto le spese Giovanni stavolta. A nove anni, frequentava la quarta elementare, giocava a calcio. A breve avrebbe fatto la Prima Comunione.

Non ce l’hanno fatto arrivare. E la colpa qui non è solo della madre che lo ha ucciso.

Non basta proclamare il lutto cittadino e far suonare a lutto le campane del Duomo. Qui c’è chi dovrà prendersi le responsabilità di ciò che è accaduto.

Riposa in pace piccolo Giovanni.
Mi auguro che ora tu abbia trovato la pace che in questa terra non hai mai avuto.

Foto duomo: comune di Muggia.

Maria Vittoria Dettoto

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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