martedì, Aprile 21, 2026
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La famiglia nel bosco chiede 150.000 euro per gli accertamenti sanitari dei propri figli. La fuga a Bologna un anno fa per evitare che fossero portati via i bambini…

Tra le varie contestazioni portate avanti da chi ha levato temporaneamrnte i bambini a Nathan e Catherine, ci sarebbe il fatto che i piccoli non avevano fatto i richiami per le vaccinazioni obbligatorie e che non fossero regolarmente seguiti da un pediatra come prevede la legge.

La questione era ben nota ai servizi sociali del comune di residenza della famiglia nel bosco in provincia di Chieti da quando a settembre 2024 la famiglia è rimasta intossicata dopo aver mangiato dei funghi. Una intossicazione grave al punto che Catherine fu trasportata in ospedale con l’elicottero.

A questo episodio segue una fuga di Catherine con i bambini che si rende irreperibile per diversi mesi ai servizi sociali di Palmoli ed ai carabinieri, avendo paura che i bambini fossero portati via.

Solo il giorno di Natale 2024 svela che si trova a Bologna inviando una mail alla polizia e rientra nel casolare nel bosco con i tre bambini, nel quale nel frattempo era rimasto il marito Nathan che avrebbe coperto la fuga del resto della famiglia.

A seguito di questo comportamento la famiglia è stata ulteriormente attenzionata dalle autorità e dal tribunale dei minori dell’Aquila, che una settimana ha deciso di sospendere la potestà genitoriale di Nathan e Catherine suo figli e portare i bambini in una struttura protetta, viste anche le criticita’ del casolare nel bosco.

L’atteggiamento dei due genitori continua a non essere collaborativo verso le istituzioni e questo aggrava le cose.

Hanno rifiutato due abitazioni offerte loro a Palmoli, una da parte del sindaco ed una da parte di un imprenditore locale. Hanno rifiutato che una ditta esterna sistemasse gratis il casolare.

Chiedono 150.000 euro per far prestare ai loro figli le vaccinazioni obbligatorie e la normale assistenza prevista dal Servizio Sanitario Nazionale.

Persino il loro legale, Giovanni Angelucci, ieri ha rimesso il mandato ed ora si rifiuta di difenderli vista l’ostinazione a non voler scendere a compromessi con le istituzioni.

Allora mi domando a questo punto se veramente si stia facendo il bene di questi tre bambini. Perché va bene lo stile di vita bucolico da casa nella prateria, ma come ho già scritto la salute e la vita dei tre piccoli deve sempre rappresentare la priorita’ su tutto.

E tantomeno la giudice del tribunale dell’Aquila che ha emesso la sentenza è normale che venga messa alla gogna mediatica e minacciata per aver semplicemente applicato la legge.

Tra due giorni scade il termine di presentazione del ricorso verso la sentenza del tribunale dell’Aquila. Se Nathan e Catherine non scenderanno a compromessi la vedo dura che quei tre bambini possano ricongiugersi con il padre e la madre.

Mi auguro che in primis si pensi al loro bene. Perché i bambini non devono mai rappresentare oggetto di scambio o strumento per far valere le proprie idee.

Maria Vittoria Dettoto

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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