Il rientro della famiglia nel bosco non è mai stato più vicino di adesso. Nathan e Catherine hanno avviato le pratiche per ottenere i passaporti australiani per i loro figli, valutando seriamente un rientro nel paese natale di mamma Catherine.
Ieri il Tribunale per i minorenni di Aosta ha rinviato il ricongiungimento dei genitori e dei bambini che dal 20 novembre si trovano in una struttura protetta a Vasto nella quale possono vedere la madre per pochi minuti al giorno.
I giudici valuteranno la revoca della sospensione della potestà genitoriale sulla base di alcuni elementi nuovi sopraggiunti dal decreto di sospensione.
In primis il riconoscimento della preparazione scolastica della bimba più grande rilasciata dal ministero dell’Istruzione.
La disponibilità dei coniugi ad avviare un dialogo con le istituzioni, la buona salute dei bimbi, la loro predisposizione alla socialità, l’attaccamento alla madre ed al padre.
Altro punto chiave sul quale il Tribunale dovrà valutare è l’accettazione del b&b da parte dei coniugi, con tutti i requisiti richiesti dalla legge per la permanenza dei minori.
Ma ricordo che il contratto nel b&b ha valenza di tre mesi e al momento nessuna pratica è stata presentata per la ristrutturazione del casolare nel quale la famiglia nel bosco ha vissuto sino al momento della separazione.
Cosa che conferma a mio avviso l’idea della famiglia di rientrare in Australia una volta ricongiunta ed ottenuti i documenti necessari per il rientro.
Il Tribunale dei minori di Aosta dovrà pronunciarsi in ogni caso prima del 16 dicembre data nella quale la Corte d’Appello di Aosta valuterà sul ricorso presentato dai legali di Nathan e Catherine contro la sospensione della potestà genitoriale.
Foto: la famiglia nel bosco.
Maria Vittoria Dettoto




