lunedì, Aprile 20, 2026
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Nessun reato. E noi paghiamo migliaia di euro per le forze dell’ordine buttate: il caso di Tatiana Tramacere…

Nessun reato. Nessun sequestro di persona, nessun femminicidio. Grazie a Dio. E siamo tutti contenti. Ma neanche nessun procurato allarme, nessuna ipotesi di reato. Neanche simulazione dello stesso. Neanche nei confronti di Dragos, l’amico di Tatiana Tramacere che per dieci giorni ha nascosto la donna nella sua casa, facendo credere non sapesse niente su dove è con chi fosse.

Dieci giorni di menzogne e depistaggi, con tanto di interviste rilasciate alla tv. Centinaia di uomini delle forze dell’ordine impiegati in tutta Italia per cercare questa donna e nessuno paga per questo. Né economicamente, né penalmente. Il caso finisce a tarallucci e vino e l’unica che ci guadagna in visibilità e follower è Tatiana Tramacere con la sua pagina Instagram che in poche ore registra un aumento di cinque mila follower.

E c’è chi vorrebbe far passare tutto questo come qualcosa di normale perché c’è stato il lieto fine, quando di normale qui non c’è niente e la donna non è mai stata in pericolo, ma si stava semplicemente facendo gli affari suoi a casa del suo “amico”, lasciando consapevolmente la famiglia senza sue notizie per dieci giorni.

Nonostante sapesse che stava soffrendo. Nonostante vedesse attraverso la tv, la stampa, i social che suo padre e sua madre stavano soffrendo per lei.

Neppure quando avantieri sera si è diffusa la notizia che era morta ha preso uno dei due telefoni che aveva con sé ed ha chiamato la famiglia per dire che stava bene. Neppure di fronte alle lacrime disperate del fratello.

E non ditemi che dobbiamo giustificarla perché stressata e bisognosa di un periodo di pausa dal mondo, quando ci sono milioni di persone che stanno veramente male e non hanno certo questo tipo di comportamento.

Quanto avvenuto è da condannare senza se e senza ma. E crea un precedente verso chi un domani può pensare di fare lo stesso per avere visibilità o altri motivi.

E questi falsi allarmi distolgono le forza dell’ordine da ciò che devono fare nell’immediato oltre che creare problemi alle donne o uomini che in futuro avranno bisogno e magari l’intervento non sarà fatto perché si sottovalutera’ l’allarme, come accaduto in molti altri casi di cronaca conclusisi con la morte di chi magari aveva anche denunciato e non è stato protetto.

Quanto avvenuto è una vergogna sotto tutti i punti di vista. Altro che tarallucci e vino.

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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