L’Italia è quel paese in cui per fare l’operatore ecologico o l’addetto alle pulizie ( con tutto il rispetto e la stima per loro) a breve serve una laurea, ma per fare il ministro basta un diploma.
È il caso di Luigi di Maio, un altro miracolato della politica, esponente di spicco del Movimento Cinque Stelle.
Uno di quelli che voleva affrontare la poverta’ in Italia grazie al reddito di cittadinanza, ma l’unica situazione familiare che è riuscito a risolvere è la propria, passando dal fare lo steward allo stadio a fare il parlamentare, vice presidente della Camera, ministro.
Percependo una media di circa 8.000 euro minimo mensili, senza gli altri benefit e naturalmente il famoso vitalizio che gridava di voler abolire.
Poi è arrivato il ruolo di rappresentante speciale dell’UE, ruolo rinnovatogli quest’anno, con mandato sino a oltre 15.000 euro mensili sino al 2027. Benefit esclusi ovviamente.
Ora per Di Maio si profila la possibilità che diventi Coordinatore speciale in Medio Oriente e vice segretario dell’ONU, come anticipato oggi da Il Foglio.
Che dire? Alla faccia dei 55 voti presi l’unica volta che qualcuno ha votato fisicamente per lui, senza avere incarichi da nominato e dei milioni di studenti che studiano per avere una laurea da spendere lavorando da McDonald’s.
Tutto questo con il benestare del Governo italiano.
Questa è l’Italia signori miei.
Foto: Luigi Di Maio, Getty.
Maria Vittoria Dettoto




