Aveva otto anni quando l’incubo è iniziato. Lei oggi è una giovane donna del 2002.
Siamo nel 2010. Il padre naturale inizia ad avere attenzioni morbose nei suoi confronti: palpeggiamenti, richieste di baci anche con la lingua, continue richieste di stare soli.
La madre della allora bambina viaggiava all’estero per lavoro. E le violenze del padre erano costanti.
Nel 2014 inizia a farle vedere video pornografici insieme a lui, con la scusa di mostrarle come si fanno i bambini. Per poi simulare atti sessuali con la figlia.
Nel 2016, quando aveva 14 anni, durante una vacanza di padre e figlia mentre la madre è all’estero, il padre le propone un rapporto sessuale completo dicendole: “Voglio essere il tuo uomo”.
La bambina in quel momento riesce a rifiutarsi, ma le molestie proseguono. Il padre effettua un controllo su tutta la vita della figlia, ne è geloso. Le controlla le amicizie, le uscire.
La giovane riesce a denunciare il padre solo nel 2022. Stamattina la sua confessione choc di fronte alla prima sezione penale del Tribunale di Roma, città nella quale è accaduta la vicenda.
Di fronte a quanto accaduto, posto che il padre merita a mio avviso non solo la galera, ma di essere castrato, mi sono chiesta: ma la madre, in tutti quegli anni, perché non si è accorta di nulla?
Perché la figlia non ha trovato nel rapporto con la madre, la via d’uscita a questo incubo? Come è possibile?
Perché se un figlio o una figlia ha un buon rapporto con i genitori, si confida. Se non lo fa, c’è qualcosa che non va. È ovvio.
Una bambina vittima di abusi sessuali, specie da parte del padre, da dei segnali del suo malessere. Perché nessuno li ha colti? Probabilmente avrebbe denunciato subito anziché aspettare anni.
Qui l’unica cosa certa è che questa giovane donna è segnata a vita. Mi auguro che almeno la giustizia possa renderle quello che le hanno levato.
Ma visto come vanno le cose in Italia, anche in caso di condanna, dopo poco tempo il padre sarà nuovamente libero. Mentre la libertà di questa donna è stata violata per sempre.
Maria Vittoria Dettoto




