Lunedì mattina viene ritrovato in via Paruta a Milano il cadavere di una giovane donna. Non ha addosso documenti, né cellulare, né portafoglio.
La vittima ha i pantaloni abbassati, e’ senza biancheria intima, il suo corpo seminudo. Addosso, gettato sopra, un giubbotto. Accanto un pacchetto di sigarette. Che non fumera’ più.

La donna è stata presumibilmente stuprata e poi uccisa. I segni dell’aggressione alla quale penso Aurora si sia opposta con tutte le sue deboli forze, sono ben visibili sul corpo freddo ed inerme: lividi ed ecchimosi.
A dare l’allarme del ritrovamento del suo cadavere è un uomo che la trova per caso. Viene diffusa la notizia in tutta Italia.
Il cadavere non presenta tatuaggi o altri segni di riconoscimento ed inizialmente le si attribuisce un’eta’ compresa tra i 25 ed i 30 anni.

Martedì gli inquirenti decidono di diffondere un frame del video delle telecamere di sorveglianza che riprende la vittima entrare nel condominio alla periferia est di Milano, seguita in fila indiana da un uomo, il maggior sospettato della sua morte violenta.
Grazie alla diffusione di quelle immagini la donna viene riconosciuta: si tratta di Aurora Livoli, 19 anni, scomparsa da Monte San Biagio il 4 novembre.
A riconoscerla è suo padre e suo zio.
Aurora era scomparsa lasciando dietro di sé paura ed ansia nella sua famiglia. Il 26 novembre il padre Ferdinando era riuscito a parlare con la figlia, chiedendole di tornare a casa. La risposta della giovane fu un diniego. Disse al padre che voleva più libertà.

La famiglia Livoli presenta denuncia di scomparsa della giovane, nonostante sanno che presumibilmente si tratta di allontanamento volontario. Sanno che probabilmente Aurora si trova a Milano, grazie ad alcune segnalazioni ricevute.
Il Natale per la famiglia Livoli è triste e pieno di angoscia: Aurora non è rientrata a casa, la famiglia è disperata.
Pochi giorni dopo la famiglia ha la certezza che Aurora non c’è più. È stata uccisa in un freddo vicolo di Milano. Probabilmente dopo essere stata stuprata o per un tentativo di stupro al quale si è opposta. Questo ce lo dirà l’autopsia disposta dalla Procura di Milano.
Ciò che è certo è che Aurora è stata uccisa. È un’altra vittima, l’ennesima, di una violenza di genere che non ha mai fine. A 19 anni, con tutta la vita davanti.
Voleva essere libera e c’è chi quella libertà gliela ha levata con la forza. Merita giustizia.
Che tu possa riposare in pace Aurora.
Foto: Aurora Livoli.
Maria Vittoria Dettoto




