martedì, Aprile 21, 2026
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Il pericolo che i Moretti fuggano per evitare il processo, come ha fatto Jessica Moretti lasciando Le Costellation con la cassa, mentre decine di giovani le morivano accanto…

Ieri ho pianto, non mi vergogno a dirlo. Mentre guardavo in tv la diretta dei funerali dei nostri giovani ragazzi deceduti a Le Costellation a Capodanno.

Ho pianto vedendo quelle madri accanto alle bare dei loro figli o figlie quattordicenni, quindicenni, sedicenni, nel pieno della vita. Ed in loro mi sono immedesimata mentre guardavo mio figlio loro coetaneo che mangiava il pranzo che gli avevo con amore cucinato.

E mi sono detta quanto fossi fortunata ad averlo li’, vicino a me, in salute, mentre quei giovani erano dentro una bara.

Circondati da padri, nonne, nonni, amici, compagni di scuola, docenti. Che non si abitueranno mai al loro posto a tavola vuoto, al loro letto vuoto, al loro banco vuoto.

Il tempo che lenisce il dolore è una grande cazzata. Il tempo non lenisce proprio niente.

Quei genitori, tutte le persone vicino alla tragedia, sono sopravvissuti che si porteranno addosso lo shock di questa strage tutta la vita.

E sapere ieri che la proprietaria del locale che quelle vittime avrebbe dovuto e potuto aiutarle, sarebbe scappata via dal locale ripresa dalle telecamere portandosi appresso la cassa del Costellation piena di soldi, è vergognoso.

Quei soldi sono scorchi di sangue. Quei soldi sono intrisi di lacrime, fumo e dolore.

E continuo a domandarmi dunque perché questa persona possa ancora vivere nella propria casa e non stare in galera, vista la provata eventuale omissione di soccorso di quei 40 morti e 119 vittime. Oltre che il possibile omicidio colposo e lesioni colpose ed incendio colposo ipotizzati insieme al marito.

Non vorrei che trattandosi di persone benestanti, tanto da aver acquistato ben tre locali senza neanche accendere un mutuo in pochi anni, i Moretti possano farla franca persino un domani a fronte di un eventuale processo per la strage di Crans-Montana.

O che peggio essendo a piede libero si diano alla fuga. Visto quanto accaduto, personalmente non escludo nulla.

Perché se prima potevo avere un dubbio, sapere ieri della fuga della Moretti con la cassa in mano durante una simile tragedia, peraltro già prevista in un video del 2018 che già allora metteva in guardia dell’uso delle candele essendo jl soffitto non ignifugo, apre i miei pensieri sul comportamento di questi coniugi corsi ad ogni forma di ipotesi, ben oltre la negligenza.

Mi auguro solo una cosa: che a fronte di questa tragedia, vengano realmente aumentati i controlli ovunque. Soprattutto quando in questi locali ci vanno dei minori inconsapevoli nella loro purezza dei rischi di una serata nella quale vorebbero e dovrebbero solo divertirsi.

Perché quando poi avvengono stragi come questa, sono tutti bravi a scaricare sugli altri le responsabilità, quando loro in primis ne saranno i responsabili per non aver fatto i controlli.

Ieri ho pianto perché nonostante sono ormai anni che mi occupo di giornalismo e di cronaca, non mi abituero’ mai a raccontare la morte. Specie se tragica come in questo caso e di giovani innocenti.

Sia fatta loro almeno la giustizia che meritano. Lo dobbiamo a loro ed alle loro famiglie devastate dal dolore.

Foto: le vittime, i conugi Moretti e Le Constellation.

Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto
Maria Vittoria Dettoto, 49 anni, ozierese, editore e direttore responsabile. Madre di Antonio ed Andrea, Dottoressa in Scienze Politiche, giornalista iscritta all'Ordine dei Giornalisti della Sardegna. Nel campo del giornalismo vanta anni di esperienza pregressa nella carta stampata, in radio, nei blog. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche online. Web manager, content creator, esperta di social e network marketing e di gestione delle risorse umane, ha lavorato per due multinazionali mondiali, gestendo i suo gruppi di lavoro a livello regionale e nazionale. Da sempre attiva nella cultura e nel sociale, innamorata della Sardegna, ha da sempre contribuito alla valorizzazione dell'isola, della sua cultura e delle sue tradizioni.
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