Una mano che usciva dal terreno. Poi piano piano, mentre i RIS scavavano nel terreno della ditta di scavi di Claudio Carlomagno, marito di Federica Torzullo, è venuto fuori il cadavere della donna.
Piegato su se stesso, perché Federica era alta 180 cm e diversamente non poteva stare nella macchina del marito, una Kia, nella quale sono state trovate tracce del suo sangue.
Ed in stato di decomposizione. Federica era stata posta sotto due metri di terra con un escavatore la mattina del 9 gennaio, il giorno dopo che l’ultima volta era stata ripresa entrare dentro la casa coniugale alle 19.30 e non ne è più uscita viva.
A denunciarne la scomparsa, la sera di quel 9 gennaio, proprio il marito dal quale Federica voleva separarsi ed al quale a dicembre aveva chiesto la separazione.
L’ingrato compito di riconoscere il cadavere di Federica è spettato alla sorella. I braccialetti addosso al corpo, vestito, ed i tatuaggi non hanno lasciato dubbi.
Carlomagno pare si volesse costituire agli inquirenti che da giorni lo braccavano, secondo quanto dichiarato dal suo avvocato.
Ma non lo ha fatto. Sino a quando le prove a suo carico erano ormai inconfutabili. Avrebbe ucciso Federica nel soggiorno della casa ad Anguillara, spaccandole la testa contro una parete. L’avrebbe poi caricata nella Kia, portata nella ditta di scavi e sorrerrata. Poi sarebbe andato al lavoro come nulla fosse, con tre ore di ritardo e ne avrebbe denunciato la scomparsa.
I parenti di Federica da subito non hanno creduto alla tesi dell’allontanamemto volontario: un particolare ha fatto da subito ritenere che fosse stata uccisa. Ecco quale.
La coppia, Federica e Claudio, ha un bambino do dieci anni. La sera dell’otto gennaio il bambino viene portato a dormire dai nonni, i genitori di Federica.
La mattina seguente, nove gennaio, la madre di Federica messaggia su Whatsapp con la figlia in merito alla colazione che il nipote doveva fare. La persona che risponde ai messaggi, dice alla madre di Federica di usare la Nutella per farcire le crepe del bambino.
Ma la madre di Federica non ha mai avuto la Nutella a casa, mai comprata. Federica lo sapeva, chi ha risposto ai messaggi della madre di Federica evidentemente no. Questo fa da subito pensare che quella mattina alle 8, del 9 gennaio, a rispondere dal cellulare di Federica non fosse stata lei, ma qualcun altro.
Nella casa dei due coniugi non c’era stata alcuna effrazione, nessuno era entrato in casa a parte Claudio e Federica. Dunque chi poteva aver risposto a quei messaggi, se non Claudio spacciandosi per Federica?
La famiglia della donna è devastata dal dolore. Ho visto il padre di Federica piangere disperato in questi giorni, certo che alla figlia fosse accaduto qualcosa di grave.
Ora dovranno prendersi cura loro presumibilmente del nipote rimasto orfano, mentre è ormai certo che Federica è stata uccisa.
Ieri il marito, figlio dell’assessore alla sicurezza del comune di Anguillara Maria Messenio ed appartenente ad una famiglia molto nota, dopo un lungo interrogatorio in caserma, è stato condotto nel carcere di Civitavecchia con le accuse di omicidio aggravato ed occultamento di cadavere, in attesa della convalida del fermo da parte del gip.
Se gli fossero riconosciuti i futili motivi, rischierebbe la pena dell’ergastolo.
Troppo poco per aver ucciso una donna ed una madre meravigliosa. Davvero troppo poco
Riposa in pace Federica e veglia sul tuo bambino innocente.
Maria Vittoria Dettoto




