Il suicidio di Paolo Mendico a 14 anni, prima di rientrare a scuola, meritava pene esemplari nei confronti di chi non ha preso provvedimenti per evitarlo.
Invece sono arrivati tre giorni di sospensione per la preside e sono in corso provvedimenti sulla responsabile della scuola frequentata da Paolo nel comune dei Santi Cosma e Damiano e della vice preside della stessa scuola.
Nella quale il ragazzo veniva bullizzato con offese fisiche, psicologiche e preso in giro per la sua situazione economico-familare.
Pare sia stato deriso anche quando è stato rinviato in matematica, perché a differenza di uno dei bulli che lo sfottevano, promosso, Paolo non poteva permettersi il dopo scuola.
Paolo si è suicidato la mattina dell’ordine settembre nella sua camera. Quel giorno sarebbe dovuto rientrare nella scuola nella quale veniva umiliato. Nella quale tutti sapevano e nessuno è intervenuto.
Si è tolto la vita perché non ce la faceva più a sopportare.
I provvedimenti disciplinari attualmente posti in essere dal ministero dell’Istruzione appaiono ridicoli rispetto alla morte di questo ragazzo.
Un suicidio a 14 anni, vale appena tre giorni di sospensione? Direi di no.
Foto: Paolo Mendico.
Maria Vittoria Dettoto




