Pasquale Carlomagno e Maria Messenio si sono impiccati nella loro casa ad Anguillara. Sono stati trovati ieri sera dal carabinieri, dopo che la zia di Claudio Carlomagno assassino reo confesso di Federica Torzullo, aveva dato l’allarme alle forze dell’ordine perché non riusciva a contattarli.
Dal giorno dell’arresto del figlio, i due coniugi si erano rifugiati in casa, non avevano rilasciato dichiarazioni sull’accaduto.
Prima di suicidarsi, hanno lasciato una lettera all’altro figlio, fratello di Claudio attualmente in carcere a Civitavecchia accusato di omicidio ed occultamento di cadavere, nella quale spiegavano i motivi del loro gesto estremo.

Ma perché si sono impiccati i due coniugi? Per il dolore del femminicidio commesso dal figlio o perché il padre di Carlomagno era a sua volta coinvolto nel delitto? Vediamo cosa non torna in questa vicenda.
Pasquale Carlomagno era proprietario della ditta di movimento terra nella quale lavorava anche il figlio Claudio. La madre Maria Messenio, poliziotta, era assessore alla pubblica sicurezza e legalità nel comune di Anguillara. Incarico dal quale ha dato le dimissioni qualche giorno fa, dopo l’arresto del figlio.
Nella sua confessione Claudio Carlomagno ha dichiarato di aver ucciso sua moglie Federica Torzullo la mattina del 9 gennaio, giorno dopo la scomparsa della donna, ripresa per l’ultima volta viva entrare nella casa che divideva con il coniuge dal quale si stava separando, intorno alle 19.30.
La casa di Claudio Carlomagno si trova in via Costantino ad Anguillara ed ha una sola entrata ed uscita ripresa con telecamere.
Le telecamere la mattina del 9 gennaio, riprendono Pasquale Carlomagno, padre dell’assassino, arrivare nella villetta del femminicidio alle ore 7.08 e fermarcisi per 9 minuti, sino alle ore 7.17. È l’unica persona che è stata nella casa di Federica Torzullo dopo che la donna è stata uccisa.
Claudio Carlomagno ha dichiarato agli inquirenti che il padre quella mattina si era recato nella loro casa per prendere le chiavi di un mezzo da lavoro.
Le telecamere non vedono se Pasquale Carlomagno entra nella villetta o resta nel cortile esterno.
Pochi minuti dopo, alle 7.35, Claudio Carlomagno esce di casa con il cadavere mutilato da 23 coltellate della moglie nel bagagliaio della macchina.
Rientrerà nella casa del delitto alle 10.02, dopo essere stato nella ditta edile di famiglia. Riesce ed alle 14.17 torna nella casa del delitto, “accompagnato da una persona al momento non identificata” come dichiarato dagli inquirenti, che non escludono che Claudio Carlomagno possa avere avuto un complice nel femminicidio.
Probabilmente non nella fase dell’accoltelllamento e dell’assassinio di Federica Torzullo, ma nelle fasi successive di pulizia del luogo del delitto e dell’occultamemto del cadavere della donna.
Secondo gli inquirenti peraltro la vittima sarebbe stata uccisa non la mattina alle 6.40 come dichiarato dell’assassino, ma la sera dell’8 gennaio, dopo aver cenato.
Residui di cibo rinvenuti nel corpo confermano che ha mangiato. I letti di Federica e Claudio erano intatti, la scena del crimine era pulita, nella casa non c’erano segni di effrazione.
Una serie di indizi che fanno ritenere che Claudio Carlomagno non possa aver fatto tutto da solo, nel corso dei pochi minuti da quando avrebbe secondo quanto da lui dichiarato ucciso la Torzullo, ne avrebbe occultato il cadavere ed avrebbe ripulito la casa dalla copiosa quantita’ di sangue persa dalla vittima durante il delitto.
Foto: Pasquale Carlomagno e la moglie, Federica Torzullo e suo marito.
Maria Vittoria Dettoto




