Questa mattina, 29 gennaio, il Tribunale dei minorenni di Roma decidera’ a chi verrà affidato il piccolo Mattia Carlomagno, dieci anni da compiere, rimasto orfano della madre Federica Torzullo uccisa dal padre Claudio Carlomagno rimchiuso nel carcere di Civitavecchia che rischia l’ergastolo.
Mattia ha saputo tutto: della morte violenta della madre per mano del padre, del suicidio dei nonni. Un macigno da affrontare per un bambino così piccolo. Per chiunque, a qualsiasi età.
Il bambino peraltro dopo il femminicidio della madre, ha vissuto nella casa di Anguillara con il padre Claudio, dal 9 gennaio al 17 gennaio, giorno in cui gli inquirenti hanno sospeso la patria potestà al padre fortemente sospettato del femminicidio della moglie in quel momento data per scomparsa, il cui corpo è stato poi ritrovato nella ditta edile di Carlomagno.
Mattia è stato temporaneamrnte affidato ai genitori di Federica Torzullo, che chiedono resti con loro. Per una questione di età, Mattia potrebbe anche essere affidato a Stefania Torzullo, sorella della vittima.
C’è pero’ anche la possibilità che Mattia sia affidato ad una struttura protetta.
Il sindaco di Anguillara nel frattempo è diventato tutore di Mattia, come avviene per prassi nei casi di particolari problematiche da affrontare ed attorno al bambino si è attivata una rete di solidarietà che comprende le istituzioni e tutta la comunità di Anguillara, che lo protegge ed ha attivato anche una raccolta fondi per questo bambino, vittima di una tragedia immane che lo segnera’ per tutta la vita.
Foto: Federica Torzullo con Mattia.
Maria Vittoria Dettoto




